Un insulto sessista urlato dagli spalti ha rovinato la partita di Coppa Italia femminile tra Moncalieri e Pro Palazzolo, finita 4-3. A pronunciarlo non è stato un tifoso qualunque, ma un magazziniere tesserato per la squadra maschile del Palazzolo, presente allo stadio come semplice spettatore: “Vai a casa a lavare i piatti”, ha gridato all’arbitra Arianna Quadro, intorno alla mezz’ora della ripresa. Una frase vecchia, offensiva, fuori da qualsiasi campo da gioco.
Il pubblico ha reagito subito: sostenitori di entrambe le squadre lo hanno richiamato, prendendo le distanze da un comportamento che ha lasciato sconcertati atlete e staff. Già nel video che circola in rete si sente dire “no, così no”. Poco dopo è arrivata anche la presa di posizione ufficiale della Pro Palazzolo, che in un comunicato ha condannato senza esitazioni l’episodio, definendolo in contrasto con i valori che la società afferma di difendere.
Il club ha ringraziato i presenti per aver respinto il comportamento del proprio tesserato e ha espresso solidarietà all’arbitra, sottolineando come “lo sport femminile non possa essere minato da parole che nulla hanno a che fare con il rispetto”. Ferma anche la reazione del Moncalieri, che ha parlato di episodio “vergognoso” e lesivo del lavoro quotidiano di chi cerca di costruire un ambiente inclusivo. La società piemontese ha ribadito che un linguaggio del genere non può trovare spazio né nel calcio né altrove e ha apprezzato il ruolo dei tifosi, ritenuto un passo essenziale per un clima sportivo libero da stereotipi.
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