Venezi, ‘Russia? Non mischiare cultura e politica, è china molto pericolosa’ – Musica – Ansa.it

Venezi, ‘Russia? Non mischiare cultura e politica, è china molto pericolosa’ – Musica – Ansa.it


“La politica deve stare fuori perché è molto pericolosa la china che stiamo prendendo. Da una parte abbiamo la cultura russa, dall’altra parte la politica e un governo che ha deciso di attuare una certa politica. Mischiare queste due dimensioni è estremamente rischioso. Qual è il prossimo passo, è cancellare oltre alla cultura russa anche il popolo russo? Cosa si rischia? Un genocidio? Ovviamente sto esagerando o magari no. Ma penso che la questione andrebbe affrontata con più profondità. Penso che la cultura possa essere un ponte e un mezzo di dialogo importantissimo”. Lo ha detto Beatrice Venezi, ospite del Caffè della Versiliana, parlando del suo prossimo impegno lavorativo in Russia.

“Sono stata felice quando mi hanno chiamato” ma “non è stato fatto per lanciare una provocazione”, ha sottolineato. In un’intervista Venezi aveva appunto annunciato che lavorerà in Russia, e “stamattina – ha spiegato – leggo il titolo di Libero che diceva ‘Venezi alla corte di Putin’. Ecco, intanto io non sono un paggetto. Di gente asservita a qualcuno ce n’è molta ma tra questi non ci sono io, l’ho sempre dimostrato e ne ho pagato il prezzo. Vado dove ritengo opportuno, dirigo dove voglio”. “La Russia – ha aggiunto Venezi – è un Paese che ha una grandissima storia e cultura per la letteratura e la musica, sono sempre stata molto appassionata di Russia. Ho sempre avuto questa passione, ho frequentato tanto i Paesi dell’ex Unione Sovietica che hanno una grande tradizione del repertorio sinfonico e operistico russo”.

Parlando poi delle offese ricevute sui social, in modo particolare da donne, Venezi ha commentato: “L’Agorà dei social è diventato un luogo in cui si sfogano frustrazioni personali. La solidarietà femminile questa sconosciuta, il femminismo è costantemente a doppio binario in questo Paese, vedo tanta retorica e pochi fatti. Credo che sui social ormai si arrivi anche a vedere dei quadri quasi clinici. Io a un certo punto hopreso le distanze, davo tutto in mano agli avvocati per fargli fare quello che dovevano fare”.

Quanto alla vicenda Fenice il direttore di orchestra ha solo detto di essere stata “sette mesi sulla graticola, sono state scritte oltre 2mila pagine”. Non sa invece se tornerebbe a Sanremo: “Dipende, di certo non tornerei a fare la co-conduttrice. La grande canzone italiana deriva dalla struttura dell’aria e sarebbe bello dimostrare sul palco dell’Ariston questo assunto per ‘poppizzare’ e ampliare il pubblico dell’opera lirica”. Quanto all’oggi sta scrivendo due libri e ha aperto un blog e sarà, questo agosto. “a dirigere in Georgia” prima di andare a Novosibirsk, in Russia per La Traviata.

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