Verso lo sciopero di bus e metro, ‘rischio scontro sociale’ – Notizie – Ansa.it

Verso lo sciopero di bus e metro, ‘rischio scontro sociale’ – Notizie – Ansa.it


Nessuna pace e promesse tradite per i lavoratori del trasporto pubblico locale. Dopo le due intese raggiunte a dicembre sul rinnovo del contratto collettivo, nel contesto di una vertenza che va avanti da settembre 2023, ci si è incagliati sui fondi statali. E allora – come hanno annunciato i sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna in una conferenza stampa congiunta – si va verso lo sciopero. Con il “pericolo di forte scontro sociale mentre a Roma si svolge il Giubileo”, ha sintetizzato il segretario generale di Filt, Stefano Malorgio.

    Una “situazione paradossale”, ha spiegato. A fine 2024 si era trovato un accordo con le parti datoriali, che hanno acconsentito a un nuovo contratto a patto che venissero stanziati nuovi finanziamenti statali. Dal suo canto, il governo si era impegnato a trovare i fondi. Per un valore del ccnl aggiornato “di 530 milioni”, ha aggiunto Malorgio. Ai sindacati era stato detto che l’esecutivo avrebbe “preso” i soldi “dalle accise”, ma “si è impiantato”. Ed è così che tutti gli incontri in programma al ministero dei Trasporti sono stati disdetti.

    “Non vorremmo arrivare a bloccare un’altra volta il Paese”, ha spiegato Salvatore Pellecchia, segretario generale Fit Cisl, “ma ci sono persone che tutti i giorni affrontano difficoltà” e, comunque, “è possibile che i mezzi si fermino non solo per lo sciopero, ma perché il settore non è più attrattivo”.

 

    Sono dunque ripartite le procedure di raffreddamento e conciliazione, necessarie per indire la mobilitazione. A fine febbraio si è conclusa la prima fase e oggi è partita la lettera dei sindacati per avviare la seconda. Ora è solo una questione di tempo prima della convocazione al ministero del Lavoro, che deve arrivare entro cinque giorni. La procedura dovrà concludersi entro dieci giorni complessivi. In ogni caso, senza i finanziamenti statali – sul tavolo del dicastero di Matteo Salvini – sembra inevitabile che i 110mila autisti dei mezzi pubblici incrocino le braccia. Già a febbraio non hanno ricevuto l’una tantum di 500 euro – che copriva il 2024 – promesso con il nuovo ccnl. E a marzo dovrebbe arrivare la prima tranche dell’aumento della retribuzione tabellare. Senza i fondi pubblici, però, anche stavolta il cedolino sarà lo stesso.

    “Dobbiamo uscire da questo continuo ricatto del sottofinanziamento” del tpl, ha commentato Roberto Napoleoni, segretario nazionale Uiltrasporti.
    Intanto, questo weekend a protestare saranno i dipendenti di Ferrovie dello Stato, per lo sciopero di alcune sigle sindacali autonome che inizierà alle 21 di venerdì 7 e finirà alle 21 di sabato 8 marzo. 
   

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