La Lega che rilancia sulle banche, Forza Italia che le difende ma insiste sugli affitti brevi, i ministeri preoccupati per i tagli: la manovra non ha ancora iniziato il suo iter in Parlamento e già c’è bisogno di riportare un po’ di ordine. E così per fare il punto e richiamare ciascuno alle proprie responsabilità nei prossimi giorni è in agenda un nuovo vertice di maggioranza, alla presenza della premier Giorgia Meloni.
L’ipotesi più accreditata è che la nuova riunione possa essere già martedì anche se non è ancora stata fissata ufficialmente. Il partito di Matteo Salvini alza ancora una volta il tiro e attacca direttamente i banchieri: “alcuni” si dimostrano “sorprendenti e irritanti”. Finanziare la sanità, le famiglie e le imprese dovrebbe essere avvertito “come un dovere morale”, la tesi. Da qui la promessa di essere pronti in Parlamento a proporre emendamenti per “rafforzare il contributo” chiesto al mondo finanziario.
E proprio della legge di bilancio Matteo Salvini parlerà mercoledì con il ministro del Tesoro Giancarlo Giorgetti in una riunione alla quale parteciperanno anche gli esponenti leghisti esperti in economia. Che infine i partiti di governo trovino “la sintesi” necessaria ad andare avanti è la certezza condivisa da tutti. Fisiologico che in questa fase si “eccitino gli animi dei propri tifosi”, riconosce il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, ma “non si è mai visto un governo così compatto”.
Saranno quindi le aule di Camera e Senato i luoghi dove si potranno correggere alcune misure, è ormai l’altro refrain. A patto però di trovare le corrispondenti coperture. Quest’anno ancora più che in passato i margini per essere creativi sul fronte dei saldi non esistono: “devono restare invariati”, ribadisce il viceministro all’Economia Maurizio Leo.
E se cancellare la tassa sugli affitti brevi – come pretende Forza Italia – vale 100 milioni, ridimensionare la sforbiciata ai budget dei ministeri è affare assai più costoso: 7 miliardi in tutto, 2, 2 solo il prossimo anno. Il più colpito tra i dicasteri è proprio quello guidato da Salvini. E allora una fonte di finanziamento ulteriore potrebbe essere benvenuta. Ma certo non appare di facile attuazione il progetto di intervenire ulteriormente sulle banche: raggiungere l’intesa è costata molte settimane di lavoro.
Il timore però che la Lega faccia sul serio c’è. Tra l’altro, viene notato, il nuovo attacco arriva malgrado dal comparto bancario si sia tenuto un basso profilo o anzi, come nel caso dell’ad di Unipol Cimbri, sia stato lodato il “buon punto di incontro” trovato in manovra. “Non voglio partecipare a polemiche politiche e campagne elettorali”, ha detto il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, invitando a guardare non solo gli utili ma anche le perdite e gli esborsi per le crisi che “le banche si son pagate da sole negli anni scorsi”. Per non dire, ha ricordato il banchiere ravennate, che gli istituti pagano già aliquote addizionali con un’imposizione sui redditi lordi “oltre il 50%”.
Le banche comunque non avrebbero molte illusioni sulla possibilità di alleggerire il conto della manovra ma almeno punterebbero a confermare le modifiche al testo – arrivate con la versione finale e bollinata – relative alle due norme per la svalutazione dei crediti e gli interessi passivi. Banche e casa, ma anche risorse per le Forze dell’ordine come promesso dal ministro della Difesa Guido Crosetto, i trasporti e in particolare i fondi per la MetroC di Roma, il rafforzamento del welfare familiare attraverso il bonus libri (caro a Noi Moderati), e ancora Opzione donna (su cui si potrebbe registrare un sostegno bipartisan) sono gli altri temi che nel corso dell’esame parlamentare saranno al centro dell’attenzione.
Certo difficile immaginare che basti il cosiddetto tesoretto parlamentare (anche questo del valore di 100 milioni) e che – mette in guardia l’opposizione – per nessuna ragione deve essere però utilizzato a copertura di una nuova versione della cosiddetta legge mancia come avvenne lo scorso anno. La partita entrerà nel vivo solo a partire da metà novembre, quando si inizieranno a esaminare gli emendamenti. In Senato intanto deve iniziare la sessione di bilancio entro la prossima settimana, dopo l’approvazione in corsa del disegno di legge sulla concorrenza.
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