Al via le manifestazioni di Parigi e di decine di altre città francesi per la terza giornata di mobilitazione degli studenti. E, come negli altri casi, cominciano i tafferugli, che si segnalano a Lione, dove gruppi di giovanissimi hanno sfidato la polizia nelle strade vicine alla place Guichard e sono stati respinti con lacrimogeni e idranti, a Marsiglia, dove è partito un “corteo selvaggio”, cioè non autorizzato, e a Strasburgo. A Lione, dei casseur hanno lanciato sassi contro un commissariato.
Manifestazioni sono state indette in grandi città del Paese come, oltre a Parigi, Lione, Marsiglia e una trentina di altri comuni. Intervistato da Franceinfo, il ministro dell’Istruzione, Edouard Géffray, avverte i facinorosi: ”Una violenza illegale è una violenza che va sanzionata”.
”Ci sono violenze estreme all’interno di questi movimenti”, ha deplorato rispondendo a chi chiedeva se la risposta della polizia fosse proporzionata: ”Dall’inizio – ha aggiunto – ho invitato al dialogo, a non incoraggiare i blocchi”. Géffray ha quindi riferito che dai “primi giorni, elementi ultra-violenti si sono infiltrati nei movimenti studenteschi, bersagliando la polizia e assumendo comportamenti inqualificabili”. Ha quindi precisato che 715 membri delle forze dell’ordine sono rimasti feriti dall’inizio delle proteste a metà settembre.
“Non smetteremo di mobilitarci sino a quando non ci saranno 10 miliardi sul tavolo”: lo ha detto ai microfoni di BFMTV la portavoce dell’Union Etudiante, Sabrine Kharbach, ricordando le rivendicazioni di liceali e studenti di Francia. Si chiede di poter “mangiare, dormire e disporre di insegnanti di filosofia nell’anno della maturità, è pur sempre il minimo indispensabile”, ha affermato, aggiungendo: “Chiediamo soprattutto, di smetterla con il disprezzo”.
”Liceali e liceali, avete la parola”: nel tentativo di placare la protesta studentesca il ministra ha intanto ha avviato una consultazione pubblica nazionale aperta agli studenti. Fino a venerdì 23 ottobre, si legge in una nota diffusa dal ministero, gli studenti potranno recarsi sulla piattaforma Agora per ”comunicare le loro difficoltà, le loro aspettative e e le loro proposte per migliorare la scuola”. La piattaforma è aperta a tutti gli studenti ma al momento, apparentemente, anche chiunque voglia dare il suo contributo anonimo.
Tra i quesiti formulati, ”Quali sono oggi le principali difficoltà riscontrate a scuola?”, ”Cosa dovrebbe, a vostro parere, cambiare o migliorare per imparare meglio e vivere una scuola migliore?”. Secondo il ministero, ”i contributi raccolti saranno oggetto di una sintesi e di una presentazione nazionale a fine ottobre. Puntano ad alimentare il proseguimento del dialogo con gli studenti”, concludono a Parigi.
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