Via libera della commissione Affari Costituzionale della Camera alla riforma della legge elettorale scritta dalla maggioranza. Il Bignami bis sarà in Aula per la discussione generale venerdì mattina. Da luglio, in base al regolamento, l’esame potrà essere affrontato con tempi contingentati.
La riunione tra i tecnici di maggioranza, i relatori e il presidente Nazario Pagano nella pausa dei lavori della commissione Affari Costituzionali sulla legge elettorale non scioglie, per ora, il nodo delle preferenze contenute in emendamenti di Az e dei vannacciani per ora rimasti accantonati.
A quanto si apprende, infatti, le proposte di modifica in materia restano accantonate e, dunque, potrebbero non arrivare ad essere votate. Secondo quanto viene riferito si starebbe invece lavorando a una soluzione sulla raccolta delle firme proposta, tra l’altro, in un emendamento di Az.
Niente da fare per le proposte di modifica di opposizione e vannacciani sulla raccolta delle firme per via digitale e sì con riformulazione a quelli sull’esonero della raccolta delle firme; no anche a un emendamento per l’alternanza di genere al 50% nelle liste bloccate. E’ quanto emerge da una serie di pareri espressi da Angelo Rossi, relatore di FdI alla legge elettorale in apertura dei lavori della commissione Affari Costituzionali dopo che le opposizioni hanno sollecitato l’espressione dei pareri su tutti e 39 gli accantonati vista la dead line per il voto finale già fissato per le 20 di oggi. Restano, invece, accantonati, senza che si sia stato espresso un parere anche per una “complessità del quadro applicativo” una serie di emendamenti come quello sul voto dei fuori sede, ma anche le preferenze.
Si va verso l’esenzione dalla raccolta delle firme per le forze politiche che abbiano un gruppo parlamentare alla Camera o al Senato, ma che sia stato formato entro il 31 dicembre 2025. E’ quanto prevede una riformulazione avanzata dai relatori a una serie di emendamenti di +Eu, Az e il Plb di Marattin, alla legge elettorale in commissione. Questa formulazione nei fatti esclude, tra gli altri, Futuro Nazionale e +Europa.
La commissione Affari Costituzionali ha bocciato con 16 voti contrari, 9 favorevoli e 2 astenuti l’emendamento di +Europa alla legge elettorale per la raccolta delle firme in via digitale. Successivamente sono stati bocciati anche una serie di emendamenti in questo senso compreso uno dei vannacciani.
Richetti a Ziello, quattro gruppi beneficiano dell’esonero delle firme
“Di questo provvedimento credo beneficeranno almeno 4 gruppi parlamentari tanto di maggioranza quanto di opposizione e ricalca quanto è stato fatto per decreto nel maggio del 2022” per cui “io non mi sono inventato nessun criterio che non fosse in continuità” per “far valere un principio che è quello di rappresentanza”. Lo ha detto il capogruppo di Azione alla Camera Matteo Richetti intervenendo in commissione Affari Costituzionali e replicando alle parole “volgari”, ha osservato, dette dal collega Ziello sulla riformulazione che prevede l’esonero della raccolta delle firme per le forze politiche che abbiano un gruppo alla Camera o al Senato al 31 dicembre 2025.
Nel suo intervento, Ziello aveva detto che l’emendamento sulle firme è una “marchetta per Azione”. “E’ assurdo” ha aggiunto sostenendo che “noi vogliamo raccogliere le firme e considerando i nostri 111mila iscritti le abbiamo già, ma qui sembra il mercato dell’est… evidentemente si sta materializzando un incubo e qui dentro si fa un favore ad Azione che dovrebbe essere alternativo al centrodestra ma si restringe a nuovi eventuali imminenti gruppi parlamentari come quello del generale, è assurdo che un partito di centrodestra dia questo grande contentino” a questo partito, forse è “la prova di una possibile intesa”.
Madia: ‘Il centrodestra vuole negare ancora il voto ai fuorisede’
“A poche ore dall’orario previsto per la chiusura della discussione in commissione, la maggioranza non ha espresso il proprio parere sul voto dei fuorisede. Si è scelta ancora una volta la strada dell’ambiguità per illudere gli studenti, i lavoratori e chi si cura lontano da casa”. Lo dice Marianna Madia, deputata di Iv-Casa Riformista.
“Il relatore ha fatto riferimento a un sentimento di ’empatia’ nei confronti degli studenti venuti in Commissione Affari costituzionali a chiedere questo loro diritto. Ma ha anche aggiunto che il tema è complesso. Dopo anni di discussioni e dibattiti, la scelta del centrodestra è dunque quella di dire a milioni di ragazzi e ragazze che non potranno far valere il loro diritto al voto perché ‘il tema è complesso?’. Finché è in tempo, la maggioranza si ravveda e riconosca a questi studenti un diritto garantito in tutte le democrazie avanzate”, ha concluso.
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