Blitz della presidente del Consiglio nel Golfo Persico: Giorgia Meloni, atterrata a Gedda, vedrà in due giorni i principali leader dell’area e visiterà oltre all’Arabia Saudita anche Emirati Arabi e Qatar. Si tratta della prima visita di un leader occidentale nell’area, cruciale per il petrolio, dall’inizio del conflitto in Iran. La missione a sorpresa della premier punta, tra l’altro, al rafforzamento della sicurezza energetica nazionale.
Sicurezza declinata in termini energia (in un’area che vale il 15% del petrolio e il 10% delle forniture energetiche), delle rotte commerciali (non solo Hormuz, ma 30 miliardi di interscambio di cui 20 di export) e migratoria (già “un milione di sfollati in Libano”): è su questi tre filoni, spiegano fonti diplomatiche, che si declina la visita lampo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel Golfo. Una missione, definita all’ultimo e tenuta riservata sempre per motivi di sicurezza (“solo oggi 47 droni e 18 missili balistici hanno colpito gli Emirati”, ricordano le stesse fonti), gli stessi che hanno fatto desistere la delegazione italiana da una tappa anche in Kuwait.
Meloni, atterrata nel pomeriggio a Gedda in Arabia Saudita dove incontrerà il principe ereditario Mohamed Bin Salman, sarà domani anche negli Emirati Arabi e in Qatar, per dare “un segnale di vicinanza” all’area, coinvolta nel conflitto seguito agli attacchi di Usa e Israele all’Iran. Non sarà tanto una missione “per chiedere” quanto, sottolineano le fonti italiane, per capire come “essere utili” e confermare che l’Italia è pronta a dare una mano – anche sul fronte militare come già si sta facendo con le forniture di materiale “unicamente difensivo”, salvo tenere presente anche “un elemento di magazzino” – e che non verranno meno “gli investimenti dei nostri grandi gruppi a partire da Eni”. Si tratta, di “sicurezza energetica nei due sensi” perché ad esempio il Qatar “è il primo ad avere interesse che il suo giacimento riprenda a pieno ritmo” e “che gli investimenti stranieri continuino ad essere presenti”.
La premier, che “solo 4 mesi fa era ospite d’onore” del Vertice del Consiglio del Golfo, in questi anni “ha costruito un rapporto speciale, anche personale con le monarchie del Golfo”, e ha deciso di dare un segnale “in presenza, prima leader europea e della Nato”, seppure in un momento “non semplice dal punto di vista della sicurezza”. E ascolterà il punto di vista dei suoi interlocutori sulla nuova guerra del Golfo – peraltro “con tre posizioni non esattamente univoche” da parte di “tre grandi attori della regione che sono coinvolti in maniera diversa”.
L’Italia “da tempo chiede la cessazione delle ostilità”, rimarcano le stesse fonti rispondendo anche alle ultime dichiarazioni iraniane nei confronti del nostro Paese, e tiene aperti tutti i canali diplomatici, “anche con Teheran” per negoziare la fine del conflitto “come tutti stanno facendo a livello europeo”.
Coi partner del Golfo la premier valuterà anche la situazione di Hormuz, fermo restando che la disponibilità di Roma a garantire la sicurezza di navigazione dello stretto c’è ma “in un quadro di cessate il fuoco” e nell’ambito di “una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu”, di cui si sta discutendo peraltro sulla base di una proposta del Bahrein in queste ore al Palazzo di vetro
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