Doveva essere un viaggio per cambiare vita, lasciandosi alle spalle la guerra e il terremoto. Ma per una 17enne siriana e la sua famiglia si è rivelata un incubo.
Sono finiti nelle mani di trafficanti di essere umani, tra cui un 31enne pakistano che ha segregato e violentato la ragazzina per poi abbandonarla ad una stazione di servizio a Lodi. L’uomo, Muhammad Waqar, è stato condannato in primo grado dalla Corte d’Assise del Tribunale di Reggio Emilia a 16 anni complessivi di reclusione: 12 per violenza sessuale e lesioni, 4 per favoreggiamento all’immigrazione clandestina. La vicenda risale a due anni fa esatti. La famiglia, dopo un viaggio della speranza, arrivò in Slovenia e poi in Germania. Infine alla volta dell’Italia dove si affidarono a tre trafficanti.
Prima fecero tappa a Udine (dove scesero padre e figlio), poi in Emilia per la madre e la figlia allora minorenne. Una volta arrivati a San Rocco di Guastalla, il 30 maggio 2023, la ragazzina fu separata dalla madre e poi portata in un casolare diroccato dove, secondo l’accusa, venne picchiata e stuprata. Infine venne trasportata in auto a Lodi e lasciata in un’area di servizio. Qui fu trovata da un vigile del fuoco che fece scattare le indagini. Il 31enne pakistano fu arrestato insieme ad un complice (Zeshan Mohammad, un 29enne connazionale che ha scelto il rito abbreviato), mentre la terza persona della banda – una donna albanese di 24 anni – è tuttora ricercata.
Waqar, oltre che per violenza sessuale pluriaggravata e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina reati per i quali è stato condannato, era anche accusato di sequestro di persona a scopo di estorsione (secondo gli inquirenti, i tre chiesero infatti un riscatto al padre di 7.500 euro), capo d’imputazione però per il quale il 31enne è stato assolto. La procura – l’inchiesta è stata seguita dal pm Marco Forte della Dda di Bologna, mentre nel processo reggiano l’accusa era sostenuta dalla pm Giulia Galfano – aveva chiesto per l’imputato una condanna a 30 anni di reclusione.
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