L’Unione Cdu/Csu di Friedrich Merz vince le elezioni in Germania con il 29%, secondo il primo exit poll della tv pubblica Ard. Seconda l’ultradestra di Afd con il 19,5%, la prima volta nella storia della Repubblica federale. Seguono l’Spd al 16%, i Verdi al 13,5%, la Linke all’8,5%.
Rischiano di non entrare al Bundestag i liberali di Fdp con il 4,9% e Bsw con il 4,7%. La soglia di sbarramento è del 5%.
“I dati parlano chiaro. L’Unione ha vinto. Il semaforo è stato liquidato. E gli elettori vogliono che il cancelliere sia Friedrich Merz”. Lo ha detto il segretario generale della Cdu Carsten Linnemann, commentando i primi exit poll con Ard in Germania.
Alice Weidel, la candidata alla cancelleria dell’ultradestra di Alternative fuer Deutschland (Afd) esulta dopo i dati degli exit poll in Germania e parla di “un risultato storico: abbiamo raddoppiato i nostri voti”.
Alle 14.00 l’affluenza alle urne è stata del 52%: lo comunicano gli uffici della Bundeswahlleiterin Ruth Brand, che presiede al processo elettorale. Questo dato non contempla, però, il voto effettuato per posta. Nel 2021 alla stessa ora l’affluenza era stata del 36,5% ma in quell’occasione, causa pandemia, si registrò un record di voti effettuati per posta. L’affluenza complessiva alle scorse elezioni è stata del 76,4%. I seggi sono aperti fino alle 18.00.
Il Paese è diviso in 299 circoscrizioni elettorali. Nel corso degli ultimi anni il numero dei parlamentari era andato aumentando, così la legge elettorale è stata modificata nel 2023: saranno eletti 630 parlamentari. Ogni elettore può indicare due voti: il primo si riferisce direttamente a un candidato di quella circoscrizione elettorale, il secondo invece si riferisce a una lista bloccata e definita dai partiti per ognuno dei dodici Stati federati e le tre Città-Stato. Questo secondo voto rappresenta la percentuale finale di seggi che il partito avrà al Bundestag. Sono ammessi al riparto solo i partiti che conseguono almeno il 5% dei voti o almeno tre mandati diretti. Alle elezioni corrono 29 partiti.
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