Zelensky da Trump, il presidente Usa: ‘Equa l’intesa sui minerali, la tregua in Ucraina è vicina’ – Notizie – Ansa.it

Zelensky da Trump, il presidente Usa: ‘Equa l’intesa sui minerali, la tregua in Ucraina è vicina’ – Notizie – Ansa.it


Donald Trump ha accolto Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca per un incontro bilaterale e una conferenza stampa. “Si è vestito bene, è elegante”, ha detto il presidente americano al leader ucraino che indossava una polo e dei pantaloni neri.  “Firmeremo un accordo molto equo sui minerali ucraini”, ha detto Trump che ha sottolineato: “L’accordo sulla tregua in Ucraina è ragionevolmente vicino”.

“Mi auguro che questo documento”, l’accordo sulle terre rare con gli Usa, sia un passo avanti, ha detto il presidente ucraino. Zelensky ha detto di essere convinto che Donald Trump “sia dalla parte dell’Ucraina”.

 

 

 

 

 

Zelensky è arrivato a Washington nella serata di ieri e stamane ha ricevuto un gruppo di senatori americani nel suo hotel vicino alla Casa Bianca. Lo riferiscono i giornalisti al seguito.

Il leader ucraino terrà una conferenza stampa con Trump alle 13, le 19 in Italia, presumibilmente dopo la firma dell’accordo sui minerali. Alle 16, le 22 in Italia, Zelensky terrà un discorso all’Hudson Institute poi incontrerà la comunità ucraina.

 

Prima dell’incontro con il presidente Usa sono previste brevi dichiarazioni ai media. Durante il colloquio sarà discusso e firmato il cosiddetto “accordo sul sottosuolo”, un accordo bilaterale sul fondo che regolerà lo sfruttamento sulle terre rare. 

    Dopo la riunione alla Casa Bianca, Zelensky si recherà all’Hudson Institute e in serata incontrerà i rappresentanti della comunità ucraina presso la Casa ucraina. 

 

   

Repubblicani divisi sull’accordo sulle terre rare

      I senatori repubblicani sono divisi sull’accordo sulle terre rare che sarà firmato oggi alla Casa Bianca tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky: alcuni lo salutano come una potenziale grande vittoria, altri chiedono una garanzia più forte della sovranità dell’Ucraina e altri ancora mettono in guardia contro qualsiasi garanzia di sicurezza da parte degli Stati Uniti nel timore che ciò rischi di coinvolgere gli Usa in una guerra futura con la Russia. Lo scrive The Hill.

    Il senatore Gop Thom Tillis, uno dei principali sostenitori del sostegno degli Stati Uniti allo sforzo bellico ucraino, ha affermato che una forte garanzia di sicurezza degli Stati Uniti sarebbe “essenziale” per attrarre investimenti privati statunitensi nell’estrazione di minerali e combustibili fossili all’interno dei confini dell’Ucraina. Se le garanzie di sicurezza “non sono abbastanza forti, perché il settore privato dovrebbe impegnarsi?”.

     Il senatore Todd Young, una voce di spicco sulle questioni di sicurezza nazionale, ha affermato di aspettare di vedere se Zelensky e altri funzionari ucraini accetteranno l’accordo. “La mia sensazione è che sia una situazione economica reciprocamente vantaggiosa. Ma ciò non risponde pienamente alle preoccupazioni degli ucraini in materia di sicurezza. Spero che attraverso la diplomazia, l’amministrazione stia convincendo gli europei ad assumere una presenza e un ruolo di sicurezza significativamente maggiori lì”, ha affermato.

      Anche il presidente della commissione per i servizi armati del Senato, Roger Wicker ha definito l’accordo sui minerali “un buon passo avanti”, ma ha avvertito che “dovrà esserci” una garanzia di sicurezza più forte fornita dagli Stati Uniti.

Starmer ufficializza il vertice di Londra, c’è anche la Turchia

Ci sarà anche la Turchia fra i partecipanti alla riunione sulla difesa comune europea e sulla sicurezza dell’Ucraina convocata a Londra per domenica dal premier britannico Keir Starmer, come preannunciato nei giorni scorsi. Lo precisa Downing Street rendendo nota oggi la lista completa degli invitati e il programma, mentre Starmer è in viaggio di rientro a Londra dopo l’incontro di ieri a Washington con Donald Trump.

Il summit londinese, riferisce Downing Street, includerà leader di alcuni Paesi dell’Ue ed extra Ue, oltre ai vertici dell’Unione e della Nato. Ma sarà allargato – rispetto al formato di quello ospitato a Parigi nei giorni scorsi da Emmanuel Macron, che aveva visto presenti i leader di Francia, Regno Unito, Italia (Giorgia Meloni), Germania (Olaf Scholz), Polonia (Donald Tusk), Spagna (Pedro Sanchez), Olanda (Dick Schoof) e Danimarca (Mette Frederiksen) – con l’aggiunta della partecipazione (già annunciata) del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a sua volta reduce da Washington, nonché di quella finora inattesa dei capi di governo di Norvegia, Svezia e Finlandia, Repubblica Ceca, Romania. E soprattutto della Turchia, novità più significativa delle ultime ore.

Il meeting, in programma nel pomeriggio di domenica, sarà preceduto in mattinata da alcuni bilaterali di Starmer già confermati da Number 10: in particolare con Giorgia Meloni e con lo stesso Zelensky. Il primo ministro britannico avrà inoltre, prima del vertice con gli ospiti in presenza, una videochiamata a distanza con i leader baltici di Estonia, Lettonia e Lituania.

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