Donald nella fossa dei leoni, la sua prima volta al gala dei media – Notizie – Ansa.it

Donald nella fossa dei leoni, la sua prima volta al gala dei media – Notizie – Ansa.it


Donald Trump a casa del diavolo. O di coloro che, per il tycoon, rappresentano il male assoluto: i produttori di fake news, i media main stream. Per la prima volta The Donald partecipa da presidente alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, l’annuale gala dei media che si svolge a Washington da oltre cent’anni.

Fino ad oggi Trump era stato l’unico commander in chief a non avervi preso parte almeno una volta durante il proprio mandato.
Vi aveva partecipato nel 2011 quando Barack Obama e il comico Seth Meyers lo presero in giro per la sua “ossessione” nei confronti del certificato di nascita dell’allora presidente democratico. Una gag rimasta nella storia dell’evento e circolata sui social media per anni. Meno di un mese dopo, il tycoon annunciò che non si sarebbe candidato alle elezioni presidenziali del 2012, tuttavia l’episodio è considerato una tappa fondamentale nella sua discesa in campo, culminata nella vittoria del 2016.

Quest’anno il gala, uno degli eventi clou nella capitale americana, arriva in un momento particolarmente delicato per il presidente, con i sondaggi che lo danno in forte calo, la guerra contro l’Iran in una fase di stallo e le elezioni di metà mandato dietro l’angolo. E forse, anche per questo, ha deciso di spezzare la tradizione e presenziare. Per la Casa Bianca si tratta dell’ennesima dimostrazione che Trump è “il presidente più accessibile e trasparente nella storia”. Ed è vero che rispetto al suo predecessore, Joe Biden, si intrattiene quasi tutti giorni in lunghi colloqui con i giornalisti. Va però anche sottolineato che in quegli scambi il tycoon non perde occasione per attaccare, deridere, insultare e offendere tutti quei media che non considera amici. I produttori di fake news, come li ha spesso definiti seduto alla scrivania dello Studio Ovale.

La cena, che si svolge all’hotel Hilton di Washington (quello davanti al quale Ronald Regan fu ferito in un tentato assassinio nel 1981), è da sempre un momento di leggerezza e di risate.
Negli anni ha visto la partecipazione di una serie di comici il cui compito era ironizzare sul commander-in-chief di turno.

Quest’anno, come l’anno scorso, non c’è uno showman ma il mentalista Oz Pearlman. Anche Trump tiene un breve discorso, definito dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, “molto divertente. Non solo per i giornalisti presenti ma per tutti gli americani”.

Il presidente considerato più spiritoso, dal 1924 a oggi, è Barack Obama, per il suo umorismo brillante e veloce e per i suoi tempi comici. Ma anche l’ex star di Hollywood Reagan era in grado di portare al gala una presenza scenica e una capacità narrativa da professionista. The Donald dà il meglio di sé quando improvvisa, senza seguire quello che gli è stato preparato sul gobbo elettronico. Il discorso alla cena dei corrispondenti presumibilmente è stato scritto dal suo team di ‘speech writers’ guidato da Ross Worthington, con la supervisione di Stephen Miller, il super consigliere di Trump che ha una grande influenza sul suo stile di comunicazione.

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