I ‘bambini del bosco’ restano nella casa famiglia. L’ennesimo tassello della vicenda giudiziaria cominciata ormai oltre cinque mesi fa lo mette la Corte d’Appello dell’Aquila che respinge l’ulteriore reclamo della famiglia Birmingham-Trevallion ritenendolo ‘improcedibile’ e rimandando la decisione al Tribunale dei minorenni. Lo stesso che, lo scorso novembre, aveva disposto l’allontanamento dei tre minori dal casolare del bosco di Palmoli e il loro trasferimento in una casa famiglia. “I genitori – sono le parole dell’avvocato Marco Femminella alla Tgr Abruzzo – hanno risposto a tutte le istanze, dalla casa alla socializzazione, dall’educazione alla salute. Ora il Tribunale deve intervenire”.
Saranno dunque i giudici minorili a dover valutare “nella pienezza del contraddittorio delle parti” – come si legge nell’ordinanza – la possibilità che i bimbi tornino dai propri genitori. Una decisione che arriva a pochi giorni dalla copiosa relazione psicologica, seppur temporanea, depositata proprio in Tribunale dalla consulente tecnica Simona Ceccoli. Un documento che, di fatto, ha confermato la validità del percorso intrapreso dai giudici dell’Aquila, evidenziando i miglioramenti dei bimbi nella casa famiglia, soprattutto dall’ormai celebre 6 marzo, quando la mamma venne allontanata su disposizione dello stesso Tribunale per le frizioni all’interno della struttura con educatrici e assistenti sociali.
Ed è proprio contro quella decisione che gli avvocati Femminella e Solinas avevano presentato il reclamo dichiarato oggi ‘improcedibile’. I legali avevano evidenziato l'”unilateralità” dell’ordinanza del Tribunale che – a detta loro – non avrebbe accolto le richieste della famiglia facendo esclusivamente affidamento sulle relazioni dei servizi sociali e non su quella della Asl che aveva invitato a “favorire e ripristinare una consuetudine nella situazione affettiva, attraverso la garanzia di continuità dei legami familiari”.
Secondo i legali, inoltre, i principali problemi evidenziati dai magistrati nella decisione di allontanamento dei bimbi dalla ‘casa del bosco’ sarebbero stati ormai risolti. “L’istituzione deve costruire – ha ribadito ancora una volta Femminella oggi – perché qui abbiamo un gap culturale che è stato sanato nella sua interezza”. Intanto, nell’ormai accesa polemica tra difesa e assistenti sociali, l’Ordine regionale degli psicologi è tornato a ribadire, in una nota, “che il fine ultimo del sistema di tutela è la protezione dei diritti basilari dei minori”, con l’obiettivo di “preservare” i loro “diritti basilari e il benessere psicofisico”.
A far discutere oggi è stata anche la pubblicazione sul sito del quotidiano ‘Il Centro’ della registrazione audio di uno dei bimbi all’interno della casa famiglia in cui, disperato, confida alla madre di avere paura per la lontananza da casa. L’Ordine dei giornalisti ha richiamato al rispetto del codice deontologico e della Carta di Treviso, mentre i periti di parte, guidati dallo psichiatra Tonino Cantelmi, hanno evidenziato come le tante testimonianze delle sofferenze, documentante da mamma Catherine, siano state “ignorate dal tribunale, dagli assistenti sociali, dagli operatori e anche persino dalla perizia della Ceccoli”. “Delegittimare il suo racconto – conclude il perito -, trasformarlo in semplice ostilità, denigrarla, affermare che lei sia il problema è a mio parere una crudeltà”.
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