Ungheria, Magyar è premier, sul Danubio torna a sventolare la bandiera europea – Notizie – Ansa.it

Ungheria, Magyar è premier, sul Danubio torna a sventolare la bandiera europea – Notizie – Ansa.it


“Dio benedica l’Ungheria, sono qui per servire e non per regnare”. Sulle rive del Danubio, a quasi un mese dalle elezioni, è arrivato il giorno di Peter Magyar. Il leader di Tisza, per ironia della sorte in coincidenza con la Giornata dell’Europa, ha ottenuto una larga fiducia e, subito dopo, ha giurato da primo ministro. La grande Piazza Kossuth, fuori all’edificio neogotico del Parlamento, era affollata e addobbata come nelle grandi occasioni: dopo sedici anni è finita l’era di Viktor Orban. L’Ungheria si prepara così a iniziare un nuovo capitolo della sua storia, certamente più ancorato all’Unione e alle democrazie occidentali. Ma per il neopremier non saranno rose e fiori: smantellare il sistema di potere orbaniano e ottenere, in tempi strettissimi, i fondi comunitari è una sfida che rasenta l’impossibile. Magyar ha incassato la fiducia di 140 deputati su 199, uno in meno dei 141 che si è aggiudicato trionfando su Orban. “Costruiremo uno Stato funzionante e umano. Un’amministrazione che istruisce, guarisce, garantisce la sicurezza per i suoi cittadini, che non diventerà ricchezza privata come è stato finora”, ha sottolineato il neopremier dopo aver giurato davanti al presidente della Repubblica e ai parlamentari. Fuori, dopo 12 anni di assenza e per decisione della nuova presidente dell’Aula Agnes Forsthoffer, la bandiera blu-stellata dell’Unione è tornata a sventolare sull’edificio del Parlamento, sulle rive del Danubio. “Costruiremo un’Ungheria nuova che riconquista l’onore in Europa, non tradisce gli alleati, non serve interessi stranieri,
un Paese forte, capace di difendere i suoi interessi, e leale all’unione a cui appartiene”, ha promesso Magyar.

“Congratulazioni a Magyar per la nomina a Primo Ministro dell’Ungheria. In occasione della Giornata dell’Europa, i nostri cuori sono a Budapest. La speranza e la promessa di un rinnovamento rappresentano un segnale forte in questi tempi difficili. Ci attende un lavoro importante. Per l’Ungheria e per l’Europa, andiamo avanti insieme”, ha prontamente scritto su X la presidente della Commissione Urusla von der Leyen. I due si sono già visti nei giorni scorsi, provando a intavolare un piano per sbloccare i 17 miliardi di fondi Ue congelati. Fondi di cui l’Ungheria ha estremo bisogno, ma che non sarà facile ottenere. Magyar dovrà subito far approvare una serie di riforme sul campo della giustizia, dell’amministrazione, della tutela dei diritti sociali. A preoccupare maggiormente Bruxelles è la parte – circa 10 miliardi – dei fondi previsti dal Next Generation. L’Ungheria ha tempo fino alla fine dell’estate per chiederli, realizzando per quanto possibile i super-obiettivi richiesti dalla Commissione.

Nei giorni scorsi i funzionari di Palazzo Berlaymont hanno chiesto a Budapest di partire solo dalla tranche delle sovvenzioni, da 6,5 miliardi. Ma dallo staff di Magyar è arrivato un cortese rifiuto: “Siamo fiduciosi per lo sblocco di tutti i fondi”. Un discorso simile riguarda i 16 miliardi previsti dal programma Safe. Magyar ha promesso di stravolgere totalmente il piano presentato da Orban, in quanto – questa la sua accusa – tutto il comparto della difesa magiara è nelle mani degli oligarchi vicini all’ex premier. Da un punto di vista geopolitico, con Magyar al potere al posto di Orban, Mosca perde il suo principale proxy nell’Unione, mentre Donald Trump perde uno dei suoi più devoti alleati. La prima missione da premier condurrà Magyar a Vienna, Varsavia e Bruxelles. L’obiettivo è triplice. Rafforzare i rapporti con l’Austria nel segno dell’impero asburgico, ricostruire e ricalibrare i rapporti con la Polonia di Donald Tusk e il gruppo Visegrad. E, ovviamente, rientrare nel sistema decisionale dell’Ue.>

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