La Corte Suprema Usa proroga l’accesso alla pillola abortiva – News – Ansa.it

La Corte Suprema Usa proroga l’accesso alla pillola abortiva – News – Ansa.it


Il destino dell’accesso all’aborto è tornato ancora una volta dinanzi alla Corte Suprema degli Stati Uniti che, a quattro anni dall’annullamento della sentenza ‘Roe v. Wade’, ha offerto un’ancora di salvezza, seppur temporanea, ai fornitori di servizi abortivi e alle pazienti. I giudici hanno prorogato la sospensione, da parte dell’Alta Corte, di una sentenza di grado inferiore che limitava la disponibilità del mifepristone (la pillola abortiva).

La decisione, che ha registrato il dissenso dei giudici conservatori Clarence Thomas e Samuel Alito, preserva l’accesso online e per corrispondenza al metodo abortivo più diffuso, mentre i giudici federali di grado inferiore esaminano le spinose questioni legali in gioco.

Le pillole abortive, in altri termini, potranno continuare a essere spedite per posta nell’immediato futuro. I giudici dell’Alta Corte hanno bloccato l’ordinanza del primo maggio emessa dalla conservatrice Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Quinto Circuito, la quale aveva ripristinato l’obbligo per le donne di recarsi di persona presso una struttura sanitaria per ottenere il mifepristone. Se fosse entrata in vigore, l’ordinanza avrebbe limitato drasticamente l’accesso all’aborto in tutto il Paese.

“L’ordinanza immotivata della Corte, che concede la sospensione in questo caso, è degna di nota. Ciò che è in gioco è la perpetrazione di un piano rivolto a minare la nostra decisione” che ha revocato il diritto costituzionale all’aborto, ha scritto Alito. Thomas, invece, ha sostenuto che la legge federale renderebbe la spedizione per posta del mifepristone un reato penale. Non si tratta di una decisione definitiva della spinosa controversia. Il caso torna ora alla Corte d’Appello del Quinto Circuito di New Orleans e potrebbe infine fare ritorno dinanzi alla Corte Suprema, nell’ambito del loro normale calendario delle udienze, che era era stata chiamata a intervenire da due case farmaceutiche che producono il mifepristone e una versione generica del farmaco. Le aziende hanno sostenuto che la decisione del Quinto Circuito fosse priva di precedenti e avrebbe generato confusione dopo essere peraltro maturata a seguito della causa della Louisiana contro la Food and Drug Administration (Fda) per limitare l’accesso al mifepristone.

Lo Stato ha contestato un regolamento della Fda del 2023 che consentiva la prescrizione del mifepristone tramite telemedicina, nelle farmacie e per corrispondenza. Lo Stato, nell’occasione, ha sostenuto che le norme permissive della Fda vanificassero il suo divieto quasi totale di aborto e costituissero una violazione della sovranità statale. L’amministrazione Trump non ha preso posizione quando la questione è arrivata alla Corte Suprema, a differenza di altri Stati americani e di parlamentari del Congresso a guida repubblicana.

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