Il governo ha impresso un’accelerazione al Senato, in Commissione politiche europee, allo schema di decreto legislativo che adegua la normativa nazionale ai sistemi e alle regole europee in merito all’uso dell’intelligenza artificiale e del riconoscimento facciale da parte delle forze di polizia.
E’ consentito l’uso di sistemi di videosorveglianza con IA per identificare persone indiziate solo dopo la commissione di un reato. La conservazione dei dati è Limitata a sette giorni per le registrazioni locali, con registri informatici (log) non modificabili mantenuti per cinque anni. Contro questo sprint si mettono di traverso Pd ed M5s parlando di pericoloso blitz della maggioranza.
Pd: ‘Passo avanti pericoloso sul riconoscimento facciale’
“Ennesima forzatura sui diritti e le libertà in Commissione Affari Europei. Palazzo Chigi ordina, il Parlamento si piega. Il riconoscimento facciale a strascico fa un passo avanti molto pericoloso. Conduzione di aula oggi inqualificabile. Con alcuni colleghi alzati e andati via”. Lo scrive sui social il senatore del Pd Filippo Sensi.
“Un parere elusivo per un tema enorme come il controllo con l’intelligenza artificiale della nostra sicurezza. Criticità enormi taciute, approfondimento soffocato, commissione usata come una clava sulle libertà dei cittadini. Un altro mattoncino per lo Stato di Polizia che verrà”.
Terzi (Fdi): ‘Il riconoscimento facciale rispetta l’Ai Act europeo e le garanzie costituzionali’
“La Commissione ha esaminato oggi lo schema di decreto legislativo sull’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale da parte delle Forze di polizia e ha approvato osservazioni favorevoli, sottolineandone la coerenza con il Regolamento (UE) 2024/1689 sull’intelligenza artificiale e con la delega conferita dal Parlamento con la legge n. 132 del 2025. Nel corso del dibattito sono stati espressi rilievi riguardanti la tutela delle libertà fondamentali e, in particolare, l’utilizzo dei sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale. Si tratta di profili che meritano la massima attenzione, ma che trovano già una disciplina puntuale nel testo del decreto, che recepisce i principi dell’AI Act europeo traducendoli in un sistema di garanzie coerente con il diritto dell’Unione”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della Commissione Politiche Ue a Palazzo Madama.
“Nelle osservazioni favorevoli approvate dalla Commissione – spiega – è stato sottolineato l’esplicito richiamo alle garanzie previste dall’articolo 1 dello schema. L’impiego dei sistemi di intelligenza artificiale da parte delle Forze di polizia dovrà quindi avvenire in coerenza con il Regolamento europeo, nel rispetto della Costituzione, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Sono inoltre richiamati i principi di proporzionalità, non discriminazione, sorveglianza umana e trasparenza. Anche l’articolo 13 – prosegue – conferma la compatibilità della disciplina nazionale con il quadro europeo, prevedendo specifiche garanzie per l’utilizzo dei sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale”. “L’impiego dei sistemi al di fuori dei casi previsti dalla legge – sottolinea ancora – comporta l’inutilizzabilità dei risultati e la loro cancellazione. L’Italia sta quindi dando attuazione all’Artificial Intelligence Act attraverso un impianto normativo equilibrato, volto a consentire alle Forze di polizia di disporre di strumenti adeguati alle nuove sfide della sicurezza, garantendo al contempo la tutela delle libertà fondamentali dei cittadini. È questa la direzione indicata dal Governo con il decreto in esame”, conclude.
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