In carcere 5 vigili urbani di Milano, ‘agivano come una squadretta’ – Notizie – Ansa.it

In carcere 5 vigili urbani di Milano, ‘agivano come una squadretta’ – Notizie – Ansa.it


Un modo di operare estraneo ai doveri di chi appartiene alle forze dell’ordine. Una ‘squadretta’ di cinque agenti di Polizia Locale con a capo “la commissaria”, un’ufficiale quasi cinquantenne, che avrebbe agito in modo illegale: verbali falsificati, con una ricostruzione ben lontana da quanto avvenuto realmente, soldi spariti e calunnie.
E’ quanto è venuto a galla in una indagine lampo coordinata dalla Procura di Milano e delegata agli uomini del Reparto Investigativo di piazza Beccaria che hanno arrestato per peculato e falso i loro colleghi. Per i cinque, ha detto il commandante del Corpo Gianluca Mirabelli, “non esistono giustificazioni”.
A finire in carcere sono Ilenja Sabato con Rosario Piscopo, Denni Dileo, Mattia Rignanese e Vincenzo Compagnone, con quest’ultimo che è già imputato davanti al Tribunale per una vicenda che era rimbalzata sulle prime pagine dei quotidiani e dei social, l’aggressione Bruna, la transessuale aggredita a Milano il 24 maggio 2023, ripresa in diretta da alcuni studenti universitari. I cinque, tre dei quali difesi dall’avvocato Giovanni Briola, verranno interrogati domani pomeriggio e sono indagati anche per arresto illegale.
Questa volta a portare alla ribalta la “squadretta”, che per certi versi ricorda quella guidata dall’ex poliziotto Carmelo Cintutrrino, è stata la denuncia, tramite il suo difensore, di un pusher arrestato lo scorso 16 luglio. Giorno in cui era di turno il pm Giovanni Tarzia, lo stesso che ha indagato e sta continuando a indagare su Cinturrino. Gli accertamenti, che stanno approfondendo altri due casi simili a quello di meno di un mese fa, hanno restituito un quadro, come scrive il gip Elio Sparacino nella ordinanza, di un arresto avvenuto in “spregio delle più basilari regole di deontologia e correttezza professionale” e in “assenza dei presupposti di legge”.
In sostanza i cinque vigili avrebbero usato come ‘esca’ una donna egiziana di loro conoscenza, che si sarebbe prestata a farsi consegnare mezzo chilo di hashish dallo spacciatore. Lo scambio però è avvenuto a Corsico, territorio dove gli agenti non sono autorizzati ad operare e, per non chiedere supporto ai vigili del comune dell’hinterland, “hanno progettato di spostarsi con due auto civetta” – una delle quali è stata pure guidata dalla acquirente che risulta non appartenere al corpo di Polizia Locale – e “programmato ogni cosa nei minimi particolari”, compresa la mancata ripresa delle telecamere di video sorveglianza della zona per alcune ore. Per acclarare la bontà dell’operazione, hanno redatto verbali falsi poi consegnati alla magistratura: un sequestro di 500 grammi di droga trovati nell’auto del pusher, una sua fantomatica fuga con tanto di resistenza a pubblico ufficiale (cosa che alla commissaria è costata anche l’accusa di calunnia). Mentre invece non solo è andata diversamente, ma sono spariti anche i 1.450 euro che l’uomo, uno straniero, aveva incassato.
Come si legge nel provvedimento, non è stato un “caso isolato” in quanto c’erano già stati sospetti di arresti non poroprio leciti: almeno due su cui ora sono in corso ulteriori verifiche. Per questo, scrive il giudice, il rischio di reiterazione del reato (oltre che di inquinamento probatorio) è “particolarmente elevato” in quanto gli indagati, “non curanti del fatto di essere già stati oggetto di segnalazioni, hanno continuato ad operare con modalità radicalmente contrarie alla legge” con conseguenze “gravemente lesive per gli interessi della collettività” se si pensa che le vittime della “squadra” finiscono in carcere per atti “redatti da infedeli servitori dello Stato”. Sui quali hanno indagato i colleghi. “Sono bastati quindici giorni – dice infatti il comandante Mirabelli – per ricostruire, con la guida dell’Autorità Giudiziaria, una vicenda indubbiamente dolorosa, ma che dimostra quanto il Corpo sappia reagire e sia refrattario a condotte per le quali non esistono giustificazioni”.

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