Italiana in Nepal: ‘Un boato immenso e una nube marrone verso di noi’ – Notizie – Ansa.it


“Eravamo in dodici su un bus diretti al monte Kailash per un pellegrinaggio quando abbiamo visto una enorme nube marrone che veniva verso di noi e abbiamo sentito un boato immenso. Quando abbiamo realizzato che era una valanga l’autista ha aperto le porte e siamo scapparti a piedi”. E’ il racconto all’ANSA di Valentina Piccinini, italiana sopravvissuta all’alluvione in Nepal. “Mentre scendevo sono inciampata e ho perso la ciabatta, sentivo urlare il mio nome ma in quel momento non vedevo altro se non la nube marrone che mi veniva addosso.
Così, senza rendermene conto sono andata nella direzione opposta agli altri. Sono scappata sulle montagne, mi sono arrampicata più in alto che potevo. Senza l’aiuto dei nepalesi non sarei qui adesso. Il mio compagno Stefano e la nostra guida Tashi erano convinti che fossi morta. Tashi è stato il mio angelo custode, ha rischiato più volte la vita per me”.

“Il Nepal si è distrutto. Il Nepal mi ha distrutta. Ma i Nepalesi mi hanno salvata”, aveva scritto prima sui social Valentina Piccinini. 

“Sono vivo! Ancora non ci credo ma sono vivo”. Inizia così il racconto sul suo profilo Instagram di Stefano Lotumolo, sopravvissuto all’alluvione in Nepal. “Ero in uno dei punti più colpiti dall’alluvione” racconta il fotografo, mostrando “quel che resta del villaggio di Timore, a pochi km dal confine Nepal-Cina”. “Le onde di fango e detriti hanno raggiunto altezze incredibili come le scene che sei abituato a vedere nei film”. Nel video anche gli istanti del salvataggio di “uno dei pochi superstiti” soccorso con l’ausilio di un elicottero.

 

Video Nepal, la testimonianza dell’italiano sopravvissuto all’alluvione

 

Il racconto del padre della turista italiana

“Siamo ancora un po’ scombussolati. Dire che siamo felici forse non è opportuno, visto ciò che purtroppo è successo a tanti altri. Diciamo che è andata bene”, ha detto Michele Piccinini, il papà di Valentina. La donna aveva contattato la famiglia già due giorni fa, un’ora dopo l’alluvione, per rassicurare tutti sulle sue condizioni di salute.

Valentina era in Nepal con il compagno, che ha conosciuto durante un soggiorno di tre mesi in Tanzania, nella zona del Kilimangiaro, in un progetto umanitario per il quale si era offerta volontaria. Secondo quanto si è appreso da fonti informate, Valentina è stata prelevata dalla zona colpita dall’alluvione solo il giorno successivo per via delle condizioni meteo che hanno reso problematico l’arrivo dei soccorsi. Quindi è stata portata a Katmandu, dove sta preparando i nuovi documenti necessari per il rientro in Italia.

Nepal, i turisti bresciani sono a Kathmandu e domani partono per l’Italia

Dopo l’odissea vissuta sulle strade devastate dalle alluvioni, Giovanni Fassini e Marco Lombardi si preparano a rientrare in Italia. I due bresciani, rispettivamente commercialista di 42 anni e pasticcere di 26, sono arrivati a Kathmandu e domani, 29 agosto, prenderanno il volo per tornare a casa. La loro vacanza in Nepal, iniziata il 14 agosto, si era trasformata mercoledì scorso in una corsa contro il maltempo. Partiti da Pokhara per raggiungere Kathmandu e prendere l’aereo per l’Italia, Fassini e Lombardi viaggiavano su un autobus quando la piena del fiume ha investito la strada.
Il collegamento è stato interrotto da acqua, fango e detriti e il mezzo è rimasto bloccato per ore. “La strada è sparita davanti a noi” aveva raccontato Fassini,
spiegando di essere rimasto con l’amico su un tratto di carreggiata isolato, mentre ponti crollati, villaggi isolati e strade trasformate in fiumi rendevano impossibile proseguire. In un altro momento del viaggio i due erano rimasti fermi per circa otto-dieci ore, prima di riuscire a tornare verso Pokhara.

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