” Chi l’ha Visto, non cambia, sta tutto nel suo punto interrogativo, perché vogliamo dare conforto, essere un primo soccorso per gli altri, non è un programma di cronaca nera e non lo diventerà. Avremo uno studio nuovo e il cuore della redazione è il medesimo. Da quest’anno ci occuperemo anche di una nuova emergenza sociale: quella dei giovani che si perdono nella rete. Ragazzi e ragazze che precipitano in un mondo virtuale in cui i confini tra lecito e illecito non sono chiari e che spesso diventano vittime di raggiri più grandi di loro”. Per la prima volta parla Raffaella Griggi genovese 53 anni, la neo conduttrice di Chi L’ha visto in onda su Rai3 dal 23 settembre, visibilmente emozionata, con “il cuore che batte forte”, lei inviata e cronista di lungo corso, non abituata come ha detto ai flash dei fotografi ha partecipato alla sua prima conferenza stampa da protagonista, finita l’era Federica Sciarelli durata più di 20 anni amatissima dal pubblico. In studio, spiega Griggi, parlando con al suo fianco il direttore di Rai Approfondimenti Paolo Corsini, “avremo altri spazi curati dagli storici inviati del programma che racconteranno eventi cult, di Chi l’ha visto. Si tratta di spazi di mezz’ora, nei quali ciascun collega, uno per settimana, analizza vicende di cui si sono occupati in passato tipo cold case. Il resto della diretta sarà guidato da me, quindi nessun avvicendamento alla conduzione “. “Spero – ha detto Griggi – di essere all’altezza, è un traguardo che condivido con tutti i colleghi di strada che hanno fatto un percorso da marciapiede, lineare e trasparente, che hanno lavorato senza mai lamentarsi, io ero abituata alle interviste per strada ai tinelli, alle cucine delle case dove si riunivano i parenti degli scomparsi, poi, non dimentichiamo mai il grande protagonista di questo programma il pubblico, le loro segnalazioni, l’occhio vigile e attento che ci aiuta tantissimo. In un momento così particolare vorrei dedicare un pensiero a mio papà che è venuto a mancare da poco e a Federica Sciarelli che mi ha insegnato tanto e supportata. Chi l’ha visto è un patrimonio immenso e quindi non cambia. Il format è un baluardo, non diventerà un programma di cronaca nera”. Paolo Corsini rispondendo ai cronisti sottolinea: “Le idee sono state tante, abbiamo avuto molte interlocuzioni ma la scelta finale di affidare la conduzione di Chi l’Ha visto a una giornalista di lungo corso, e un’inviata storica del programma come Raffella Griggi è stata mia e ho preferito puntare sulle risorse interne. Francesca Fagnani è vero è stata uno dei nomi che abbiamo sondato, ha un background di grande livello poi si è valutato di puntare su Raffaella che aveva tutte le qualità necessarie”. Griggi da parte sua ha detto: “è stata una scelta quella della Rai coraggiosa, che ha premiato una gavetta e una redazione. Io non entro nel merito, ma la mia è una scelta figlia di un percorso naturale e trasparente. Per carattere ho seguito tutto con grande riservatezza, ero a Genova. La redazione è stata felice – ha aggiunto – e per me questo è il massimo”. Sul rapporto con Federica Sciarelli, dichiara: “Ci siamo sentite e lei è felice così. Tutti noi abbiamo provato a convincerla a tornare. Mi ha detto di buttarmi e rompere il ghiaccio”. “Per il futuro – ha detto Corsini – è necessario guardare al passato. La prima puntata del format è andata in onda nell’89, anni di grandi cambiamenti in televisione. Da quel momento molte cose sono cambiate, ma Chi l’ha visto è ancora oggi uno dei programmi televisivi di maggior successo della Rai. Si tratta di uno dei marchi più riconoscibili del Servizio Pubblico e non possiamo che esserne orgogliosi”. Sull’identità di della rete e la concorrenza Corsini ha aggiunto: “Io non penso che Rai 3 abbia perso identità o vocazione. Continua a coniugare territorio, cultura e informazione, migliorando gli ascolti rispetto allo scorso anno nonostante i tagli. La concorrenza, specie La7, si è ritagliata uno stile chiaro, mi pare si sia concentrata soprattutto sul dibattito politico. Noi siamo Servizio Pubblico e dobbiamo parlare a tutti”. E aggiunge: “Non abbiamo mai pensato di spostare il giorno di messa in onda di Chi l’ha visto. Tutte le serate sono ricche di trasmissioni e non avrebbe avuto senso togliere la tradizionale collocazione del format”. “Una storia non è mai conclusa fino a quando ci sono domande senza risposte e questa è l’eredità più forte lasciata da Federica Sciarelli, che ringrazio perché con il suo lavoro e con quello degli inviati Chi l’ha visto è diventato un caposaldo del giornalismo italiano”
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