Fermare la circolazione lungo la Milano-Meda per realizzare un video musicale non autorizzato è molto più che una bravata e chi l’ha organizzato ha messo in pericolo la vita degli automobilisti. Quindi è pericoloso socialmente, gli va revocato il permesso di soggiorno e va espulso. È quanto ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi annunciando il ritorno in Moldavia del rapper Bratan, nome d’arte di Nicolae Novacenco, 31enne arrivato in Italia dal 2009.
Era lui il motociclista in testa a un gruppo di decine di giovani in scooter che nove giorni fa aveva di fatto bloccato l’importante superstrada a pochi chilometri a nord di Milano, creando lunghissime file di mezzi fermi, in entrata e in uscita dal capoluogo lombardo, “mettendo in grave pericolo la sicurezza degli automobilisti in transito”, come ha spiegato Piantedosi.
All’arrivo delle forze dell’ordine, il gruppo si era già dileguato ma il trapper si è di fatto autodenunciato visto che aveva postato sui suoi social la scena ripresa con un drone.
Video Blocca la Milano-Meda per un video, espulso il trapper russo Bratan
“Le indagini, condotte anche attraverso l’analisi di diversi profili social, hanno permesso di identificarlo come il motociclista alla guida del gruppo che aveva paralizzato la circolazione – ha proseguito il ministro – . In considerazione della sua pericolosità sociale, gli è stato revocato il permesso di soggiorno ed è stato imbarcato sul primo volo diretto nel suo Paese di origine”.
Il legale di Bratan farà ricorso al Tar e ha definito il provvedimento “adottato solo sull’onda dell’esposizione mediatica, come per dare una lezione a qualcuno. Lo impugneremo al Tar”. Un lavoro in una compagnia di spedizioni, una compagna e un figlio che non ha ancora compiuto un anno, il trapper era già stato denunciato per reati come porto d’armi, di oggetti atti ad offendere, ricettazione e detenzione di stupefacenti.
Anche per questo la Questura di Milano gli ha ora revocato il permesso di soggiorno e la Prefettura lo ha espulso con effetto immediato, facendolo salire sul primo aereo decollato da Malpensa verso la Moldavia.
“Lo Stato conferma la linea di fermezza nei confronti di chi viola la legge bloccando una strada pubblica e mettendo in pericolo altre persone. Non può esserci nessuna tolleranza per chi non rispetta le regole del nostro ordinamento”, ha concluso Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno che ringrazia “le forze dell’ordine e tutte le autorità che hanno lavorato affinché si arrivasse rapidamente a questo risultato”.
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