Sono 215 gli studenti feriti dall’inizio delle mobilitazioni studentesche in Francia a metà settembre: è quanto annunciato all’Assemblea Nazionale dal premier, Sébastien Lecornu. Rivolgendosi ai deputati, il capo del governo ha inoltre evocato il ferimento di ”85 dipendenti dell’Istruzione pubblica”. Per Lecornu, si tratta del bilancio “più grave degli ultimi decenni per l’istruzione pubblica in termini di numero di dipendenti pubblici feriti”.
Lecornu ha quindi denunciato una ”banalizzazione della violenza” che “non è accettabile”. Sempre secondo il premier, sono invece 715 tra gendarmi e poliziotti i membri delle forze dell’ordine feriti durante le dimostrazioni. Molti di loro, ha detto, hanno anche subito insulti e intimidazioni.
Il primo ministro ha poi affermato davanti all’Assemblée Nationale, che “non si può lasciare uno spazio di tolleranza alla violenza” ma che parlare “di istruzioni politiche di repressione poliziesca” nei confronti degli studenti che manifestano “è una menzogna”.
“In una democrazia che funziona – ha detto Lecornu – la responsabilità individuale delle persone, dei cittadini, compresi i minorenni, esiste” e “bruciare un liceo non migliora la situazione dei licei”, “linciare un professore non migliora il tasso di presenze dei supplenti”. Lamentando che “l’ultraviolenza ha bussato alla porta dei licei e deve essere condannata”, Lecornu ha poi ammesso l’esistenza di “incidenti”, rimproverando a La France Insoumise di “soffiare sui carboni ardenti”.
“Forse, in una manovra così delicata di ordine pubblico, possono succedere incidenti? – si è chiesto il premier nel suo discorso – La risposta è sì. E dico incidenti poiché vedò anche la terminologia usata di violenze della polizia. Violenze della polizia, suggerirebbe che ci siano istruzioni politiche di repressione poliziesca. E’ falso, è una menzogna e significa lanciare il disonore sulla polizia della Repubblica”.
Lecornu ha quindi annunciato la sospensione delle lezioni nei licei di Francia nel fine settimana per organizzare un “momento di democrazia interna” con gli studenti, tornati oggi a manifestare in tutto il Paese per chiedere maggiori risorse per le scuole.
“A partire da domani mattina, da giovedì o venerdì, è prevista una completa sospensione delle normali attività didattiche per consentire ai dirigenti scolastici e a ogni preside di dedicare del tempo alla democrazia interna del liceo”, ha affermato il premier.
