La banda della minicar, oggi gli atti trasmessi alla Procura minorile – Notizie – Ansa.it


Verranno inviati in giornata alla Procura dei minori di Roma gli atti dell’indagine relativa alle aggressioni all’attore Davide Iacopini e ad altre cinque persone per mano di un 16enne e un 17enne, al momento denunciati a piede libero per tentato omicidio e lesioni. L’incartamento, coordinato dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani che ha delegato le indagini ai carabinieri, verrà trasmesso ai colleghi di via dei Bresciani. A quel punto la Procura minorile, dopo la formale apertura di un fascicolo, potrebbe convocare gli indagati reo confessi per ascoltarli o, alla luce di quanto raccolto a piazzale Clodio, disporre un’eventuale misura cautelare a loro carico. Non è esclusa, inoltre, una terza opzione, ossia la richiesta agli investigatori di ulteriori accertamenti.

 

 

Il caso dei ragazzi che hanno confessato le aggressioni compiute a Roma a bordo di una minicar testimonia che “c’è una totale indifferenza verso l’altro. Noi dobbiamo far riscoprire, partendo dalla scuola, l’importanza dell’altro”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara nella giornata di inaugurazione del ‘Salone dello Studente e del Prof’ promosso da Campus.

I ragazzi “devono capire che quando hai in mano un monopattino, una microcar, hai in mano uno strumento che può fare male – ha aggiunto -, e non bisogna mettersi alla guida dopo aver bevuto o essere stati tutta la notte a divertirsi perchè il rischio è di uccidere te e gli altri perchè si rischia anche penalmente”.
“Quei due ragazzi che facevano i bulli adesso sono lì che piangono – ha concluso il ministro -, perché c’è un codice penale e se ammazzi qualcuno c’è l’omicidio stradale e questo va insegnato nelle scuole”.

“E se sulla minicar ci fossero stati due “maranza”? L’epiteto razzista usato dalla destra di governo. Ve lo diciamo noi. Ministri a social unificati. Decine di parlamentari a invocare il pugno duro. “Remigrazione” e altre panzane spacciate per soluzione. Un decreto o due contro le seconde generazioni, contro la movida o sul numero di stranieri per classe”. Lo scrive su Instagram Elisabetta Piccolotti di Avs.

“E invece? Niente – prosegue la deputata rossoverde della Commissione Cultura alla Camera – nessun ministro. Nessun decreto. Nessuna crociata. Dal governo e dalla maggioranza, solo silenzio. Cosa ci insegna la storia della minicar? Che in Italia i casi di cronaca vengono usati a fini politici. Il loro peso cambia a seconda del colore della pelle o delle origini sociali dei presunti colpevoli. Tutto questo accade perché la destra ha interesse a distorcere la percezione della realtà e a semplificare i problemi. Puntare il dito contro i giovani “stranieri” è facile. Il razzismo in Italia va sempre di moda. Soprattutto sui social. Affrontare la diffusione della violenza, invece, è difficile: servono servizi sociali innovativi, investimenti nell’istruzione, azioni che promuovano un cambiamento culturale. Chi, come noi, vuole risolvere i problemi non punta mai il dito contro intere categorie di persone, aizzando l’odio razziale e sociale. Le vittime devono avere giustizia nei tribunali, dove la legge deve essere uguale per tutti e per tutte. La politica deve fare altro: combattere, in ogni luogo e in ogni momento, l’indifferenza verso il valore della vita degli altri. Si chiama solidarietà, si chiama rispetto, si chiama cultura. E soprattutto si chiama cervello. Quello che manca a chi, invece di ragionare, semplicemente odia”, conclude Piccolotti.

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