Al lavoro a 7 anni, Mattarella: ‘La scuola è la soluzione’ – Notizie – Ansa.it

Al lavoro a 7 anni, Mattarella: ‘La scuola è la soluzione’ – Notizie – Ansa.it


Il lavoro minorile, in Italia, coinvolge circa 336mila minorenni tra i 7 e 15 anni. La percentuale, del 6,8%, sale addirittura al 20% se si prendono in considerazione solo i giovani compresi tra i 14 e i 15 anni. Ciò significa che, tra la prima e la seconda superiore, un ragazzo su cinque è privato dei propri diritti e costretto a lavorare illegalmente. Questa è l’istantanea scattata da Save the children, con la ricerca “Non è un gioco” svolta nel 2023, in occasione della Giornata internazionale contro il lavoro minorile.

L’indagine rivela anche l’impiego di un 14-15enne su 4 (il 27,8%, quasi 58mila adolescenti) in lavori particolarmente dannosi per i percorsi educativi e il benessere psicofisico perché svolti durante il periodo scolastico o in orari notturni. Di conseguenza, è più probabile che un minore lavoratore abbandoni la scuola o la frequenti in maniera discontinua.

“Di fronte a questa realtà — scrive in un messaggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella — la scuola è il più efficace strumento di prevenzione, recupero, inclusione. A questo devono potersi affiancare sistemi di protezione efficaci, di sostegno alle famiglie. Ogni bambina e ogni bambino sottratti alla strada e allo sfruttamento, restituiti alla scuola, rappresentano una vittoria per la società”. I settori in cui il lavoro minorile è più frequente sono la ristorazione (25,9%) e la vendita al dettaglio nei negozi e in attività commerciali (16,2%), ma i minori lavorano anche in campagna (9,1%), nei cantieri (7,8%) e persino online (5,7%).

“Lo sfruttamento del lavoro minorile — commenta Giorgia D’Errico, direttrice Relazioni Istituzionali di Save the children — costituisce una violazione intollerabile dei diritti dei bambini e continua a incidere in modo profondo e duraturo sulle loro vite, compromettendone la crescita, la salute e l’equilibrio psicologico. Milioni di bambine e bambini nel mondo vengono privati dell’infanzia, esposti a condizioni che ne mettono a rischio l’integrità fisica e negano loro l’accesso all’istruzione e alle opportunità di sviluppo”.

Per prevenire e contrastare il lavoro minorile, Save the children invoca “misure concrete” su più fronti: dati solidi e aggiornati per rendere visibile il fenomeno, spesso sommerso anche in Italia, interventi di contrasto alla povertà economica delle famiglie e azioni strutturali contro la dispersione scolastica. Anche Anmil, l’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro, è intervenuta sul tema, richiamando le stime di Ilo e Unicef relative al 2024: 138 milioni di bambini coinvolti nel lavoro e nello sfruttamento, di cui 54 milioni impegnati attivamente in lavori pericolosi. “La vergogna mondiale — sostiene il presidente dell’Anmil Amedeo Bozze — del lavoro minorile in epoca contemporanea esige dai cittadini italiani un duplice sguardo: quello rivolto al coinvolgimento di ognuno di noi nel ruolo di consumatore ai tempi di una globalizzazione ormai pienamente consolidata e quello di prossimità, legato ad una consapevolezza della pratica nella nostra nazione”.

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