La voce immensa di San Francesco parla ancora ai cuori di tutto il mondo con una forza e un’attualità che fanno sembrare un attimo gli 800 anni trascorsi dalla sua morte. Ne è la prova anche la storia, vera ma travolgente e davvero poco nota, del palermitano Biagio Conte che Rai1 porta in prima serata l’11 ottobre con il film ‘Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte’ con la regia di Costanza Quatriglio e i volti di Alessio Vassallo, Donatella Finocchiaro, Antonio Catania e Alessandra Fazzino nel ruolo dei genitori. Un giovane benestante, con una bella famiglia, studi, amici e interessi che lascia tutto per sprofondare nell’assoluta povertà e assistere gli emarginati, gli ultimi di Palermo e questo non nel Medioevo o nel 1800 ma ai giorni nostri, visto che è morto nel 2023.
Video Sul cammino di Francesco, Alessio Vassallo: ‘È un traguardo che ha segnato la mia carriera’
Ad avere l’idea proprio l’attore palermitano Alessio Vassallo che racconta commosso di averlo anche incontrato: “Non mi scorderò mai il suo arrivo, i suoi occhi, il suo sorriso e questi stessi sentimenti ricambiati dallo sguardo dei fratelli ultimi”. E rivela anche due particolari molto toccanti: “Hanno recitato con noi alcune persone della comunità. In particolare una bambina che in una scena di digiuno mi doveva confortare.
Lei, che Biagio lo ha conosciuto, mi ha sussurrato: ‘bentornato!’. Mi ha commosso anche il fatto che alcuni palermitani ci salutavano durante le riprese come se fratel Biagio non se ne fosse mai andato”. Proprio questa secondo Vassallo, che vede l’opera come un traguardo della carriera, è stata la forza dirompente di Biagio: “E’ stata una responsabilità enorme da palermitano dar voce a una tale figura.
Un ragazzo, lo voglio chiamare così, rivoluzionario che decide di essere ultimo tra gli ultimi. Ma lui abbatte la distanza tra chi aiuta e l’aiutato, la annienta”.
Il film di 100 minuti prodotto da Gloria Giorgianni per Anele in collaborazione con Rai Fiction, scritto da Costanza Quatriglio e da Stefano Rulli, vuole essere “un romanzo di formazione” sulla scelta di vita radicale di Biagio, dal suo pellegrinaggio ad Assisi alla fondazione della Missione di Speranza e Carità tuttora portata avanti da don Pino Vitrano, che accoglie e favorisce il rientro nel tessuto sociale ai senzatetto e a tutti i bisognosi della comunità siciliana e non solo. “La cosa interessante da raccontare – dice l’autore e sceneggiatore Rulli – è la sua religiosità. Cioè lui, che era un laico, porta un saio verde, un segno di religiosità sublimata nella relazione tra gli uomini. Il suo rapporto verticale con Dio è molto importante, però la religiosità significa anche valorizzare il volontariato. Non è solo un piccolo santo, ma è un uomo che inventa una capacità di affrontare la povertà senza soldi.
Biagio si prende una responsabilità che dovrebbe essere delle istituzioni ma porta a qualcosa che non potrebbero dare, che è l’umanità”.
Video Sul cammino di Francesco, Finocchiaro: ‘Film che parla di accoglienza, esorta ad abbracciare’
Parla delle diverse chiavi di lettura del film la regista Quatriglio, palermitana: “La prima è quella della sacralità e del sacrificio del corpo. Biagio riteneva il proprio un viatico tra sé e il mondo, tra sé e Dio, e quindi era una continua offerta del proprio corpo attraverso i digiuni e la povertà francescana a cui si ispirava. Ha sacrificato la vita al servizio degli altri e facendo quei digiuni ostinati è riuscito a ottenere le strutture per accogliere i diseredati”.
Importantissima anche la coralità del film: “Il grande protagonista è Vassallo ma qui non esistono personaggi secondari, tutti fan parte di un unico coro come un tempo nelle tragedie lo era la comunità, della città”.
Un ruolo molto forte e drammatico quello di Finocchiaro: “Rosa è una donna che ha subito violenze in casa e ha sublimato il suo dolore facendosi aiutare ma anche aiutando Biagio. I digiuni, le manifestazioni di Biagio erano un modo per dire voi vi dovete muovere. E questo modo forte, all’epoca, in una città come Palermo, scossa dalle stragi di mafia, ha lasciato un segno. Se lo ricordano”. Aggiunge poi Vassallo: “Una cosa importante: quei luoghi fatiscenti sono stati risistemati dalla manovalenza di Biagio e dei suoi ultimi”.
“In una società in crisi, – spiega Leonardo Ferrara, capostruttura Rai Fiction – raccontare una storia di grande umanità dove l’aspetto spirituale ma anche quello umano di essere vicini alle persone, per noi è un messaggio fondamentale. Nel film che c’è un’attenzione nella verità dei sentimenti per presentare al pubblico una vita esemplare”.
Ha sentito il dover di ridare qualcosa alla sua terra la siciliana Gloria Giorgianni, ad e fondatrice di Anele: “Era importante fare un racconto di Palermo e del Sud che non fosse sempre e solo un po’ stretto fra la mafia e l’antimafia. Palermo è anche l’eredità di Biagio, una storia di generosità, di comunità. In questo momento sono temi fondamentali, ancor più se vengono dal Sud”. Tra i tanti i ringraziamenti per questa “avventura complicata diventata un progetto vivo ed emozionante”, il principale va a Davide Rondoni che “ci ha dato la consulenza anche quale presidente del Comitato San Francesco. Siamo l’unico film fiction delle iniziative da loro promosse”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
