Comuni terremotati, senza superbonus addio ricostruzione – Notizie – Ansa.it


Un “colpo mortale” alla ricostruzione, un freno alla ripartenza dei comuni devastati dai terremoti del 2009 e del 2016. L’eliminazione del superbonus da parte del consiglio dei ministri manda su tutte le furie sindaci e governatori del cosiddetto ‘cratere’ – Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche – che lanciano un appello al governo a valutare una serie di emendamenti sui quali è già al lavoro il commissario Guido Castelli. Senza le modifiche, annuncia il primo cittadino di Amatrice, Giorgio Cortellesi, “saremo costretti a mettere in campo azioni clamorose”.

Uno spiraglio, però, è arrivato dal vicepremier, Antonio Tajani, che si dice “convinto che troveremo un accordo positivo con tutti i partiti della maggioranza” per correggere in Parlamento la parte dedicata al sisma. Il nuovo decreto legge varato da Palazzo Chigi ha dunque creato il caos tra i principali comuni colpiti dal terremoto che avrebbero potuto godere degli sconti in fattura, o della cessione del credito, fino al 31 gennaio 2025.

Si tratta di 140 amministrazioni che insistono sull’area del ‘cratere’ e dove ci si apprestava a dare il via a nuovi cantieri godendo proprio del bonus statale. La frenata del governo ha addirittura costretto gli architetti della provincia di Perugia a sospendere la consegna dei progetti “in attesa di una necessaria e ormai fondamentale chiarezza sulle procedure da applicare”.

Il rischio, come sottolinea lo stesso Ordine degli architetti, è che ora i cittadini siano costretti a reperire personalmente le somme necessarie o a lasciare i lavori incompleti. “Il provvedimento – rincara la dose il sindaco di Amatrice – mortifica la ripartenza che era appena cominciata”. Timori e speranze caratterizzano lo stato d’animo anche dei primi cittadini umbri che si dicono comunque “fiduciosi per una soluzione positiva”. La stessa presidente regionale, Donatella Tesei, si è esposta in prima persona per “cercare di tutelare la ricostruzione”. “Sono in contatto con il commissario straordinario alla ricostruzione Castelli e, da parte mia – ha sottolineato -, sto tenendo alcune interlocuzioni dirette con il governo”.

Tra le principali ipotesi prese in considerazione dei territori c’è quella di ‘stralciare’ le aree del cratere dal provvedimento, consentendo di poter usufruire ancora del 110% che, in molte città, ha praticamente sostituito il sismabonus dopo la brusca frenata dovuta alla pandemia. Un appello al confronto arriva dalle principali istituzioni, capitanate dalle Anci delle regioni ‘terremotate’.

“La decisione improvvisa del governo, assunta ancora una volta senza confrontarsi con le realtà locali – afferma il coordinatore, Gianguido D’Alberto – rischia di avere effetti pesantissimi sulla ricostruzione. Per questo, chiediamo con forza al governo di tornare immediatamente sui propri passi. In caso contrario rischiamo che la ricostruzione si blocchi nuovamente”. Prova a stemperare le polemiche il governatore di Fratelli d’Italia delle Marche, Francesco Acquaroli. “Dobbiamo stare sereni e aspettare il testo definitivo, senza ingenerare terrore – ha detto – perché la volontà di tutti non è di definanziare la ricostruzione ma di sostenerla. Credo che nelle prossime ore potremo avere maggiore chiarezza”.

E il presidente, anche lui di centrodestra, del Lazio, Francesco Rocca fa un “appello a Meloni per rivalutare le misure”. Anche presidente dell’Abruzzo Marco Marsilio, Fdi, chiede di “mantenere gli incentivi per non compromettere la rinascita delle aree”. 

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