Gli escursionisti chiamano il 112 perché non ci sono taxi – Notizie – Ansa.it

Gli escursionisti chiamano il 112 perché non ci sono taxi – Notizie – Ansa.it


Trovarsi nel bel mezzo di un’escursione in montagna e rendersi conto, quando è il momento di rientrare, che non circolano taxi per tornare in hotel: è solo una delle tante chiamate gestite dagli operatori d’emergenza del Trentino-Alto Adige, specialmente durante la stagione estiva.

Il Soccorso Alpino si trova ogni anno a fare i conti con un’ampia gamma di richieste assurde, dal cane troppo stanco per continuare la camminata fino al gruppo rimasto a terra perché la funivia del Seceda, che chiude alle 18, ha già effettuato l’ultima discesa.

C’è chi ignora l’allerta meteo e spaventato dal temporale, lascia tenda e zaini per correre a rifugiarsi altrove, solo per poi essere ‘riaccompagnato’ telefonicamente all’accampamento dai soccorritori, come accaduto nella zona di Passo San Nicolò, sopra Pozza di Fassa. E perché allora non avventurarsi in una ferrata di cui non si conosce l’itinerario, solo per ritrovarsi stanchi, disidratati e in preda al panico in tarda sera?

Il fil rouge che lega questi episodi è una marcata inesperienza alimentata spesso dalla vetrina dei social. Le vette e i panorami ad alta quota vengono infatti trasformati in semplici scenografie da immortalare per un post, senza però alcuna preparazione di base. È così che i sentieri di montagna diventano teatro di imprudenze grottesche, con escursionisti improvvisati che si avventurano sui sentieri con le ciabatte infradito, con le scarpe da ginnastica a suola liscia o persino con i tacchi.

Dinanzi a questa continua leggerezza, i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico tornano a lanciare un accorato appello al senso di responsabilità, ricordando che il Numero Unico di Emergenza 112 va contattato unicamente in presenza di un pericolo reale o di un’effettiva impossibilità di rientrare in sicurezza. Ogni mobilitazione impropria rischia infatti di sottrarre uomini e mezzi preziosi a chi si trova davvero in imminente pericolo di vita.

Fondamentale quindi pianificare ogni dettaglio prima di partire: studiare attentamente l’itinerario, controllare il meteo, indossare abbigliamento e calzature adeguate e valutare con la massima lucidità la propria tenuta fisica. I soccorritori ci tengono comunque a rassicurare tutti sull’importanza di chiedere aiuto in caso di bisogno. Come spiega infatti Diego Clara, operatore del Soccorso Alpino della val Badia: “Nel Soccorso Alpino entri di tua spontanea volontà, ma una volta che ti chiamano devi intervenire”.

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