La difesa di Mario Roggero ha presentato un’istanza anche al Tribunale di sorveglianza di Milano per chiedere il differimento della pena del gioielliere, in attesa della definizione della domanda di grazia già presentata dalla moglie. Secondo quanto si apprende, dopo avere saputo della trasmissione degli atti da Torino a Milano, ieri sera il legale ha inviato una Pec ai magistrati milanesi reiterando l’istanza di differimento della pena. Oggi l’Ufficio di sorveglianza milanese ha restituito gli atti a Torino, ritenendo che la competenza resti nel capoluogo piemontese poiché l’istanza era stata presentata quando il 72enne era ancora in stato di libertà.
Intanto da questa mattina ha riaperto in località Gallo di Grinzane Cavour (Cuneo) la gioielleria di Roggero. “Ieri ho visto mio marito, siamo riusciti a stare insieme tre ore. Compatibilmente con il carcere sta bene. Dico solo che è assurdo che una persona di 72 anni, che ha sempre lavorato, debba subire una cosa del genere. Siamo qui dal 1980, non è una cosa normale. Mi sembra di vivere in un brutto, bruttissimo sogno. Però spero che molto presto possa venire qui, non deve assolutamente stare in un carcere”, ha detto all’ANSA la moglie del gioielliere, Mariangela Sandrone, che ha riaperto il negozio con una delle figlie.
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“Per noi – ha aggiunto la donna – inizia una nuova pagina della nostra vita, una pagina molto triste e dolorosa, perché siamo passati attraverso esperienze molto brutte. Bisogna provare queste cose, che non auguro provi nessuno. In una civiltà non si può vivere in questa maniera: ci devono essere delle altre regole, dobbiamo avere protezione noi cittadini, i commercianti. Si parla tanto di Far West, ma il Far West è adesso, fuori – afferma -. Non è assolutamente quello che è successo qui. Tornerò da mio marito in carcere appena riesco, compatibilmente con il lavoro”.
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