Il Governo stringe sulla manovra. Si punta sui giovani, chance per l’Irpef – Notizie – Ansa.it

Il Governo stringe sulla manovra. Si punta sui giovani, chance per l’Irpef – Notizie – Ansa.it


Concentrare le risorse sulle “principali priorità economiche e sociali”: famiglie, giovani, anziani, sanità, caro-energia, ma si punta anche a dare un segnale al ceto medio. La linea della prossima legge di bilancio è tracciata. E guarda con particolare attenzione alle prospettive dei giovani, il cui malessere è stato protagonista in questi giorni di proteste e disordini.

La maggioranza, riunita intorno allo stesso tavolo per il secondo vertice serale in quattro giorni, segna qualche passo avanti, anche se manca ancora una sintesi: ma l’obiettivo è approvare la manovra in consiglio dei ministri la prossima settimana, martedì o mercoledì al massimo.

Il vertice di maggioranza, che riprende le fila dopo quello “interlocutorio” di lunedì, non è ancora quello risolutivo. La premier Giorgia Meloni, insieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, fanno il punto con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi sulle “misure prioritarie” e le “risorse disponibili”. Tante richieste ma margini stretti.

L’obiettivo, spiegano le fonti di maggioranza al termine della riunione durata circa due ore, è “arrivare ad una sintesi” e procedere con il varo la prossima settimana. “Compatibilmente con l’avanzamento degli approfondimenti tecnici e del confronto” con l’Ue sulla flessibilità, si precisa. Le risorse verranno concentrate sulle priorità: quindi famiglie, ma anche “ceto medio”, una categoria che riporta in pista l’ipotesi – congelata nelle ultime settimane – di estendere il taglio dell’Irpef oltre i 50mila euro.

La soluzione sarebbe quella prospettata dal leader azzurro Tajani di ridurre l’aliquota intanto fino a 55mila euro: la misura costerebbe circa 1,2 miliardi (meno dei 2,6 necessari per arrivare a 60mila). Il via libera sarebbe comunque legato all’esito del negoziato con l’Europa. Tra le priorità ci sono poi i giovani, cui il vertice dedica un “ampio spazio”, con un confronto sulle possibili misure a loro favore.

Si guarda poi agli anziani, a potenziare il sistema sanitario e al contenimento dei costi dell’energia per cittadini e imprese. Il lavoro proseguirà nei prossimi giorni “in modo coordinato” tra gli alleati del centrodestra, per definire gli ultimi dettagli della manovra: la stella polare è trovare “soluzioni condivise a sostegno della crescita economica e nel rispetto della stabilità finanziaria dell’Italia”. In linea con la linea della prudenza portata avanti dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Che proprio oggi e tornato a raffreddare gli animi, ricordando che la manovra non può risolvere tutte le questioni del paese.

Come ogni anno questa è infatti la fase in cui tutti guardano alla manovra come al cilindro da cui estrarre ogni tipo di soluzione. “Si diffonde una sorta di aspettativa generalizzata”, come se con la manovra “si possano affrontare, se non risolvere in una volta sola, tutte le questioni che riguardano il Paese”. Ma “sappiamo che non è così”, mette in chiaro il titolare del Mef, che lancia un richiamo a tutti: “fenomeni come la trasformazione demografica, l’impatto della tecnologia su una forza lavoro mediamente più anziana non possono essere affrontati solo dallo Stato, ma richiedono uno sforzo congiunto delle istituzioni, delle imprese e delle parti sociali”.

Sul fronte delle misure, se sul lavoro si punta a dare continuità alle misure dello scorso anno, per i giovani sul tavolo ci sarebbe l’ipotesi di rimpinguare gli stipendi riducendo le trattenute Irpef in busta paga: l’intervento coinvolgerebbe gli under30 o under35 e durerebbe un solo anno. Nelle scorse settimane dal Mef era circolata anche l’ipotesi di una flat tax al 5% per gli aumenti di reddito. Per dare un segnale ai giovani si pensa anche alla “No Tax Area e a una serie di provvedimenti che possono agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro”, spiega Tajani, che vede negli aiuti economici un modo per sostenere la formazione di una famiglia.

Resta poi da sciogliere il nodo del contributo da 5 miliardi atteso dal settore finanziario. Dopo l’appello delle banche di allargare i settori chiamati a finanziare la prossima legge di bilancio, una soluzione allo studio sarebbe quella di estendere al 2028 e al 2029 la maggiorazione Irap prevista per le società energetiche dal decreto bollette di quest’anno. L’ipotesi preoccupa Elettricità Futura, che ricorda come il settore “abbia già pagato oltre 2 miliardi per effetto del decreto Bollette”.

Sale intanto l’allarme per il possibile slittamento di sei mesi della sugar tax e della plastic tax, che scatterebbero da gennaio: “non risolve nulla”, dicono Assobie e Unionplast, che dopo tanti rinvii chiedono al governo di prendere una scelta definitiva.

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