Nonostante le temperature vicine ai 40 gradi, è stata confermata a Budapest la parata del Pride, la prima dopo la fine dell’era di Viktor Orban, responsabile di molte politiche anti-Lgbt+ condannate dall’Ue.
L’anno scorso, nonostante il divieto imposto dal governo per anni, oltre 200.000 persone avevano partecipato alla marcia in segno di sfida, un numero significativamente superiore rispetto agli anni precedenti, quando i partecipanti erano circa 35.000.
Quest’anno è il caldo torrido a influenzare la partecipazione: gli organizzatori hanno invitato alla prudenza soprattutto per le persone vulnerabili, ma l’evento intende inviare un “segnale importante” alla nuova leadership del premier conservatore filo-europeo Peter Magyar.
“Il Pride di quest’anno invierà un segnale importante al nuovo governo: questi problemi rimangono rilevanti e continuiamo a subire esclusione in molti ambiti”, ha dichiarato all’Afp l’attivista trans Pippin Nadori della comunità transgender Prizma. Nadori si batte, come priorità, per l’abolizione del divieto del 2020 di cambiare genere sui documenti ufficiali.
“Complica la vita delle persone a tutti i livelli se il nome sulla carta d’identità non corrisponde all’identità che vivono”, ha sottolineato la studentessa ventiduenne.
Durante la sua campagna elettorale, Magyar ha evitato di affrontare la questione dei diritti Lgbt+. Ma, sin dalla sua elezione, ha dichiarato che il suo governo non imporrà agli ungheresi come vivere. “Abbiamo chiarito che, a nostro avviso, ognuno è libero di amare chi vuole e vivere con chi vuole, purché non violi la legge”, ha affermato all’inizio di giugno.
In 25 mila al Pride di Budapest nonostante il caldo torrido
Circa 25mila persone, secondo gli organizzatori, partecipano alla 31/a edizione del Budapest Pride, il corteo dell’orgoglio Lgbt+, malgrado il caldo estremo a circa 37-38 gradi. La polizia ha autorizzato la marcia, al contrario dell’anno scorso quando ha imposto un divieto su sollecitazione del governo di Viktor Orban, richiamandosi alla legge sulla protezione dei minori, una legge bocciata dalla Corte di giustizia dell’Ue. Il tentativo di bloccare l’evento provocò una mobilitazione senza precedenti, con oltre 300 mila partecipanti. “Tutti hanno il diritto di raduno che noi garantiamo”, ha detto quest’anno il primo ministro Peter Magyar. Ma nessun esponente del nuovo governo e del partito del premier Tisza è presente al corteo. Sul palco per esprimere solidarietà alla comunità Lgbt+ è atteso invece il sindaco verde di Budapest, Gergely Karacsony, con alcuni rappresentanti dei partiti fuori del Parlamento, liberali, socialisti e verdi. Alcuni dimostranti anti-Pride hanno invece strappato e lanciato nel Danubio delle bandiere arcobaleno, che erano state issate sul ponte Elisabetta su indicazione del sindaco Karacsony.
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