Israele: scrutinio delle urne terminato, 53 seggi al blocco Netanyahu, 48 a blocco Eisenkot – Mondo – Ansa.it

Israele: scrutinio delle urne terminato, 53 seggi al blocco Netanyahu, 48 a blocco Eisenkot – Mondo – Ansa.it


IL PUNTO

Tensione in Israele sui risultati ancora parziali del voto. Il primo ministro Netanyahu attacca Osama Saadi della ‘Lista Unita’ che, afferma, ‘dedica i risultati elettorali ai palestinesi a Gaza, in Giudea e Samaria e nella ‘Gerusalemme occupata’ ed elogia il popolo palestinese e i terroristi che si trovano in prigione. Non permetteremo che si formi un governo pericoloso con questi individui’, afferma Netanyahu. Intanto, con il 77% dei voti scrutinati, il Blocco del Cambiamento di Eisenkot si rafforza a scapito dei partiti arabi e raggiunge 49 seggi. La coalizione di Netanyahu si mantiene a 54 seggi. La Lista Unita e Ra’am a 17 seggi. Il Likud rimane a 27 seggi, Yashar sale a 22.

 

 

16:45

Likud: ‘Elezioni rubate da partiti arabi che sostengono il terrorismo’

‘Le elezioni sono state rubate da partiti arabi che sostengono il terrorismo e l’eliminazione dello Stato ebraico attraverso gravi reati penali quali corruzione, minacce, violenza, falsificazione e utilizzo di software proibiti per sollecitare gli elettori”. Lo afferma il Likud in una nota, sostenendo che il partito del premier Netanyahu ”sta fornendo alla polizia, allo Shin Bet e alla Commissione elettorale centinaia di testimonianze e prove di brogli elettorali in numerosi seggi arabi: migliaia di buste contenenti denaro contante e schede elettorali precompilate, minacce e violenze contro i commissari dei seggi”.

16:46

L’Ucei: ‘Correttezza della democrazia d’Israele sulla libera espressione del voto’

“Da osservatore esterno è presto per dare un giudizio complessivo dell’esito delle elezioni visto che non è ancora definitivo lo scrutinio del voto per posta. Tuttavia possiamo segnalare tre punti importanti: l’altissima affluenza al voto di tutti gli israeliani, compresa la fascia di popolazione araba, che ha partecipato per più dell’80%; la vivacità e la correttezza della democrazia israeliana sulla libera espressione del voto, esperienza impedita nella stragrande maggioranza dei paesi confinanti; bisognerà aspettare tutte le fasi successive perché le possibili combinazioni di governo sono innumerevoli”. Così, all’ANSA, Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.

15:45

Ancora da scrutinare 480mila schede dei seggi elettorali speciali

Il comitato elettorale centrale ha riferito che le ‘doppie buste’ (ossia le schede degli elettori che hanno votato da ospedali, zone di guerra o i diplomatici dall’estero) sono circa 430- 480.000. Si tratta di una cifra molto elevata che può impattare sulla redistribuzione di circa 10-12 seggi.

14:17

Herzog: ‘Fare di tutto per evitare nuove elezioni, serve apertura mentale’

”Una cosa deve essere chiara, e l’ho detto già prima delle elezioni: dobbiamo fare tutto il possibile per evitare di dover ricorrere a un’ulteriore tornata elettorale. Riceverò i risultati ufficiali la settimana prossima e inizierò le consultazioni: mi aspetto che chiunque venga qui si presenti con apertura mentale”. Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog.

13:57

Scrutinio delle urne terminato, 53 seggi al blocco Netanyahu, 48 a blocco Eisenkot

Tutti i voti delle buste regolari, ad eccezione delle buste doppie, ossia quelle che richiedono doppio controllo e arrivano dagli elettori non in sede, come soldati, ospedalizzati, diplomatici all’estero e detenuti, sono stati scrutinati.

Il totale delle buste regolari rappresenta circa l’86% del totale dei voti nelle elezioni del 2026. Allo stato attuale dei conti, i seggi sono suddivisi tra i partiti: Likud, 26 seggi; Yashar, 21 seggi; Lista Unita, 12 seggi; Beyachad (Lapid-Bennett), 12 seggi; I Democratici, 8 seggi; Yisrael Beitenu, 7 seggi; Ra’am, 7 seggi; Ebraismo della Torah Unito, 7 seggi; Otzma Yehudit (Ben Gvir) 7 seggi; Shas, 7 seggi; Sionismo Religioso (Smotriche) e Zehut, 6 seggi.

13:45

Netanyahu: ‘Non permetteremo coalizione con partiti arabi’

”Osama Saadi della ‘Lista Unita’ e alleato del blocco di sinistra dedica i risultati elettorali ai palestinesi a Gaza, in Giudea e Samaria e nella ‘Gerusalemme occupata’ ed elogia il popolo palestinese e i terroristi che si trovano in prigione. È con questi individui che intendono formare un governo pericoloso. Non permetteremo che ciò accada”. Lo ha scritto Benyamin Netanyahu diffondendo un video del discorso ieri sera al quartier generale della ‘Lista Unita’ di Osama Saad, ex parlamentare e candidato nella lista, ma in posizione non realistica.

11:57

Con il 77% dei voti scrutinati, si rafforza il blocco di Eisenkot con 49 seggi

Con il 77% dei voti scrutinati, il Blocco del Cambiamento si rafforza e raggiunge 49 seggi. Il blocco di Netanyahu si mantiene a 54 seggi. Il blocco di Eisenkot si rafforza a scapito dei partiti arabi, attestandosi a 49 seggi. La Lista Unita e Ra’am a 17 seggi. Il Likud rimane a 27 seggi, Yashar si rafforza a 22. Finora sono stati scrutinati oltre 10.000 seggi elettorali, per un totale di 4.421.561 elettori.

09:47

Israele, al 72,4% dello scrutinio blocco Netanyahu con 54 seggi

Alle 10:03 (ora locale), con il 72,4% delle schede scrutinate, i risultati parziali pubblicati dalla Commissione elettorale centrale attribuiscono 54 seggi al blocco pro-Netanyahu e 48 al blocco guidato da Eisenkot. I partiti arabi ora contano 18 seggi dopo che Ra’am ne ha guadagnati due.

07:42

Elezioni Israele, al 50% dei seggi scrutinati avanti schieramento Netanyahu

Lo schieramento del primo ministro Benjamin Netanyahu è in vantaggio sull’opposizione, secondo i dati diffusi dalla Commissione elettorale centrale israeliana dopo lo scrutinio del 50% dei voti nelle cruciali elezioni generali. Con il 50,1% delle schede scrutinate, il blocco di Netanyahu otterrebbe, secondo le proiezioni, 56 dei 120 seggi in parlamento, contro i 49 del blocco di opposizione e i 15 dei partiti arabi. I risultati parziali sono destinati a cambiare; diversi exit poll indicavano una situazione di sostanziale parità tra i due schieramenti, nessuno dei quali raggiungerebbe la maggioranza.

06:57

Trump: ‘Con il mio sostegno Netanyahu passato dal ko alla vittoria’

“Quando il presidente Trump ha espresso il suo sostegno a Bibi Netanyahu, la situazione è completamente cambiata, e ora quella che sembrava una sconfitta per un Grande Primo Ministro, appare essere un’insperata rimonta che ha portato a una fase di stallo, se non una vittoria per Netanyahu”. Lo scrive su Truth il presidente Usa, Donald Trump. “Tutto è successo dopo il sostegno del presidente Trump – conclude – che vuole solo il bene del Medio Oriente, di Israele e degli Stati Uniti d’America”.

03:30

Ad un quarto dei seggi scrutinati Likud in testa con il 23,36%

Quando sono stati scrutinati 3.024 seggi elettorali, sugli oltre 12 mila, il partito di Benjamin Netanyahu, Likud, è in testa con 282.772 voti, pari al 23,36%. Secondo quanto pubblicato dal Comitato centrale per le elezioni per il rinnovo della 26/ma Knesset al secondo posto c’è Yashar di Gadi Eisenkot con 190.524 voti, pari al 15,74%. Il terzo partito più votato è Insieme, guidato da Naftali Bennett, con 103.220 voti (8,53%).

02:57

Netanyahu: ‘Con Trump abbiamo possibilità storica di finire la minaccia iraniana’

”Abbiamo di fronte a noi una possibilità storica di porre fine, con il nostro amico Trump, alla minaccia iraniana”, ha detto Netanyahu durante il comizio alla nottata elettorale del Likud, dove si è ancora in attesa dei risultati ufficiali delle elezioni per il rinnovo della Knesset.

02:28

Netanyahu: ‘Attesa, ma è chiaro che Likud partito più grande’

”Stiamo aspettando ancora i risultati finali, ma si sono chiarite due cose finora: il Likud è il partito più grande d’Israele. I canali della propaganda ci davano 19 seggi, e sapevano di stare mentendo, volevano deprimere il voto. La seconda cosa è che la coalizione ha una maggioranza. E per questo dobbiamo formare un ampio governo di destra nazionale e fare di tutto perché non venga formato un governo con il sostegno dei partiti arabi”. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu arrivato alla sede della nottata elettorale del Likud a Gerusalemme.



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