Il prezzo della benzina torna sopra la soglia dei due euro al litro anche sulla rete stradale. Un’impennata che non si registrava da quasi tre anni e che si avvicina al record toccato nel marzo del 2022, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Anche il diesel continua a correre a livelli ben più alti e le associazioni chiedono interventi immediati, a pochi giorni dalla scadenza, il 25 agosto, del taglio temporaneo delle accise voluto dal governo solo sul gasolio. Ma il calendario dell’esecutivo racconta un’altra storia: al momento nessun Cdm è previsto nelle prossime settimane, almeno non prima di settembre. Per il Codacons ora “il governo non ha più scusanti e deve intervenire immediatamente con un ulteriore taglio delle accise esteso anche alla verde”, temendo soprattutto che il controesodo estivo si possa trasformare “in un massacro per i portafogli delle famiglie”.
L’Unione Nazionale Consumatori propone di innalzare la riduzione sul gasolio a 30 centesimi, oltre a “fare finalmente qualcosa per chi ha l’auto a benzina” prima della scadenza del 25 agosto. Anche Confimprenditori mette fretta al governo. “Servono provvedimenti immediati”, sostiene il presidente Stefano Ruvolo, che sottolinea come quelli fatti fino a ora “restano del tutto inefficaci”. Il quadro è delineato dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit che, nello specifico, indica a 2,002 euro al litro il prezzo medio della benzina sulla rete nazionale, mentre il gasolio a 2,116 euro al litro. Guardando al giorno precedente, la benzina viaggiava a 1,997 euro a litro e il gasolio si attestava oltre 2,1 euro al litro, seppure sempre in aumento. Sulla rete autostradale il conto è ancora più pesante.
I dati del 20 giugno, infatti, segnano un prezzo medio self di 2,077 euro al litro per la benzina e 2,186 per il gasolio. Anche in questo caso i prezzi sono in rialzo rispetto al giorno precedente. Centimetro dopo centimetro, infatti, il prezzo dei carburanti è tornato a salire già nei giorni scorsi, raggiungendo i livelli del 4 agosto scorso, il giorno in cui il governo ha deciso di prorogare il taglio delle accise sul gasolio. La misura valeva circa 245 milioni di euro e allungava il taglio di 17 centesimi al litro delle imposte sul gasolio in vigore dal 28 luglio, per coprire almeno l’esodo estivo. Il governo aveva scelto di intervenire soltanto sul diesel per via del suo peso maggiore sulle attività di trasporto merci e riguardo l’agricoltura. Ma ora che anche i livelli dei prezzi della benzina sono saliti, l’esecutivo potrebbe valutare un rafforzamento dell’intervento.
L’appello ad agire rapidamente arriva anche dalle opposizioni. Per la vice presidente dei senatori del Pd Beatrice Lorenzin “non possiamo continuare con provvedimenti di dieci o venti giorni”, richiamando alla necessità di estendere lo sconto delle accise anche alla benzina, renderlo strutturale e attivare un meccanismo di accise mobili capace di sterilizzare almeno una parte degli aumenti quando i prezzi corrono”. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva detto: “dal 25 agosto entrerà nuovamente in vigore il meccanismo delle accise mobili”, ovvero con la riduzione della tassa sui carburanti finanziata con l’aumento dell’Iva, ma che l’esecutivo avrebbe continuato comunque “a monitorare con attenzione per valutare ogni eventuale ulteriore intervento”. L’attenzione però non è solo rivolta agli automobilisti. Il caro carburanti, infatti, non colpisce soltanto chi viaggia o chi torna dalle vacanze, ma rischia di riversarsi anche sulle imprese della logistica e del turismo. “Molte realtà sono allo stremo e in diversi comparti si concretizza il rischio di fermare la produzione – avverte Confimprenditori -. Chi lavora ogni giorno non può permettersi di aspettare la fine delle ferie”.
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