La corte gela le attese: ‘Harry e Meghan restano privati cittadini’ – Notizie – Ansa.it


Una coltre di gelo burocratico sulle aspettative di un pieno ritorno all’ovile di casa Windsor del principe ribelle Harry e di sua moglie Meghan. A farla calare è l’apparato di corte, con tanto di placet attribuito a re Carlo III in persona, in una sorta di lettera circolare diffusa a una decina di giorni dal rientro a sorpresa, e a riflettori spenti, dei duchi di Sussex nel Regno Unito con i loro figli Archie e Lilibet, di 7 e 5 anni.

Harry e Meghan sono tornati dall’autoesilio americano come “privati cittadini” e continueranno a svolgere le loro attività “commerciali e caritative” solo in questa veste, si legge nella missiva, trasmessa alle diverse istituzioni del Paese con l’autorizzazione dello stesso sovrano. Testo fatto poi filtrare sui media in cui si conferma nero su bianco – come era già emerso a fine agosto, al momento dell’annuncio del rimpatrio dopo sei anni – che, almeno per il momento, resta in vigore il cosiddetto Accordo di Sandringham: sottoscritto dopo lo strappo del 2020 per sancire la rinuncia a ogni ruolo attivo di rappresentanza formale della famiglia reale britannica.

La lettera è stata inviata alle autorità di governo britanniche, a quelle militari e a vari alti funzionari coinvolti nell’organizzazione delle attività ufficiali della monarchia. E’ firmata dal Lord Ciambellano, funzionario numero uno di Buckingham Palace, a nome del monarca. Essa evidenzia come Harry e Meghan, pur mantenendo il titolo di duchi di Sussex, continueranno a non usare l’appellativo di Sua Altezza Reale essendo tuttora membri non attivi della Royal Family. E che qualunque loro impegno sull’isola, d’affari o di beneficenza che sia, seguiterà di conseguenza a essere svolto “non in rappresentanza” della dinastia.

L’Accordo di Sandringham, imposto dal palazzo nel 2020 dopo il trasferimento in America, quando sul trono sedeva ancora la regina Elisabetta II, nonna di Harry, chiarisce che non si può rappresentare la dinastia a mezzo servizio. “E’ ben noto – puntualizza adesso il Lord Ciambellano – che da allora il Duca e la Duchessa hanno rinunciato a svolgere doveri pubblici a nome del Sovrano” e non sono più “working Members” della Famiglia Reale.

La puntualizzazione viene fatta sulla carta per ragioni protocollari. Ma rispecchia altresì la volontà di fare chiarezza e di smentire pubblicamente certe interpretazioni di stampa sulla possibilità che il rimpatrio dei Sussex possa preludere non solo a un piena riconciliazione con il quasi 78enne re Carlo, alle prese con le cure di un cancro di natura imprecisata diagnosticato nel 2024, bensì pure a un ipotetico loro ritorno più o meno imminente allo status di membri attivi della dinastia.

Ipotesi, quest’ultima, vista in particolare come fumo negli occhi (secondo diverse indiscrezioni) dal principe William, erede al trono e fratello maggiore di Harry, con cui i rapporti rimangono apparentemente gelidi sulla scia delle accuse e delle recriminazioni seguite al traumatico strappo di 6 anni fa. Permane quindi, ad oggi, la sensazione di un rientro da separati in casa per i Sussex, almeno rispetto ai principi di Galles.

Al di là della volontà di Harry di stare più vicino a livello personale al padre malato. E della decisione che il governo britannico potrà prendere sulla richiesta di revisione del no a una tutela di sicurezza pubblica alla sua famiglia, dopo il ritorno su base stabile nel Regno: richiesta legata in primis alla protezione di Archie e Lilibet, che in questi giorni stanno iniziando ad andare a scuola nella bucolica regione inglese di Cotswold.

Mentre nuove tensioni potrebbero nascere dalla scelta del ‘reprobo’ di appoggiarsi al legame con gli indocili conti Spencer, famiglia d’origine della sua compianta madre Diana. Proprio mentre il fratello di Lady D, Charles, si accinge a pubblicare un nuovo libro sulla fine di lei, potenzialmente imbarazzante per il casato.

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