Revocare il permesso di soggiorno ed espellere chi delinque: è la miccia che il vicepremier Matteo Salvini accende dopo i gravi fatti di Modena, innescando polemiche dentro e fuori il governo. “Vedo tanti sciacalli a due zampe cercare di sfruttare la rabbia per fini elettorali”, punta il dito tra i primi Carlo Calenda. Ma il segretario della Lega ribatte piccato: la proposta di legge è da tempo in commissione Affari Costituzionali della Camera, “se commetti un reato grave un paese serio ti espelle immediatamente. È legittima difesa”.
Video Salvini: ‘Via il permesso di soggiorno a chi delinque’
Tocca ad Antonio Tajani, vicepremier e leader di Fi, stopparlo: Salim El Koudri “non aveva un permesso di soggiorno. È un cittadino italiano, nato, cresciuto e laureato in Italia…”. E il titolare del Viminale Matteo Piantedosi in linea: espellere i migranti che delinquono? “Ci stiamo lavorando ma qui stiamo parlando di altro”, cioè di un caso di disagio psichiatrico. E’ scontro nel governo. Giorgia Meloni si tiene lontana dalle polemiche.
“Molto colpita” dalla notizia, assicura chi le ha parlato, e ancor più dalle immagini riprese dalle telecamere di sicurezza, in cui scene di ordinaria quotidianità si sono trasformate in tragedia, di primo mattino decide di volare dalla Grecia a Bologna, cancellando la visita a Cipro, per andare in visita ai feriti con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che cambia i suoi piani per attendere la premier. Con lui la Meloni incontra Luca Signorelli, l’uomo che ha contribuito a fermare l’aggressore Salim El Koudri. Lo abbraccia e poi posta: “Ciò che rende eroica una persona normale è l’istante in cui il cuore sceglie di fare il bene, anche quando questo comporta un rischio. Grazie Luca”.
Tajani si spinge oltre i ringraziamenti e chiede al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di “valutare la proposta al Capo dello Stato della concessione della Medaglia al Valor Civile” a “tutti coloro che si sono resi protagonisti” di un “gesto esemplare a tutela della cittadinanza” intervenendo per bloccare l’uomo che ieri ha falciato in auto alcuni passanti. A Signorelli, dunque, ma anche ad alcuni cittadini stranieri intervenuti per immobilizzare El Koudri. La revoca della cittadinanza? “È una decisione che non può prendere da sola la Lega. Dobbiamo stare attenti a non assumere decisioni sull’onda dell’emotività”, traccia un confine il ministro Paolo Zangrillo dal congresso di FI in Calabria. La battaglia di Forza Italia per lo Ius Italiae non sembra più di stretta attualità, ma le sensibilità tra gli alleati di governo restano distantissime. Dentro FdI si guarda senza troppa preoccupazione alle prese di posizione dei leghisti, toni alti che vengono liquidati come un tentativo di lavorare per contenere fughe di consenso verso Vannacci (che nel frattempo spinge per una legge sulla remigrazione).
“Peraltro – si ragiona in ambienti meloniani – si tratta di una persona italiana, giuridicamente e formalmente, quindi parlare di rimpatri, espulsioni non ha senso”. Non risultano in queste ore confronti nel merito fra Meloni e Salvini, che invece sarebbe in contatto con diversi esponenti del governo e delle forze dell’ordine, nonché con diversi sindaci per affrontare il tema della sicurezza nelle città. A 24 ore dall’aggressione, l’accusa più esplicita di FdI è quella contro “il fallimento dei servizi sociali a Modena”, comune di centrosinistra. “Gravissimo che un individuo psichiatricamente instabile come Salim El Koudri sia stato abbandonato a se stesso portando così ai tragici fatto di sabato”, attacca il deputato Riccardo De Corato. La Lega tira dritto: “L’obiettivo è quello di rendere effettivo e applicabile un meccanismo (sul modello della patente a punti) che preveda la revoca del permesso di soggiorno”. Le seconde generazioni? “Se si integrano sono benvenute, se rifiutano la nostra cultura e le nostre leggi sono un problema”, rincara Salviniconvinto che sua fallita in troppe città italiane l’integrazione delle cosiddette seconde generazioni. Le opposizioni insorgono: “Uno sciacallaggio politico indegno”, si ribella Angelo Bonelli di Avs. Giudizio condiviso da diverse forze politiche, da M5s e Più Europa. Dal Pd Walter Verini la chiosa: “Modena, contro dolore, terrore e avvoltoi delle paure, una comunità forte e solidale”.
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