Osama Shalaby ha 56 anni, è nato in Egitto e fa il muratore, è in Italia da 30 anni e ancora non ha la cittadinanza. Adesso spera di ottenerla ma quando gli si domanda del gesto di ieri si schermisce: “Non abbiamo avuto paura, siamo egiziani, abbiamo paura solo di Dio”.
Video Il momento in cui alcuni passanti bloccano El Koudri
Insieme al figlio ventenne Mohamed, che lo ha raggiunto da un paio di mesi, ha inseguito e disarmato del coltello Salim El Koudri, dopo che l’uomo aveva seminato il panico a Modena, investendo sette persone con l’auto, in via Emilia Centro. Padre e figlio sono due esponenti del gruppetto di eroi per caso, persone che si sono trovate ad assistere ad una scena impensabile e hanno reagito. In tanti ora li ringraziano e chiedono che vengano premiati.
Con loro c’è Luca Signorelli, rimasto ferito nella colluttazione con El Koudri, e Fabrizio Gallanza, che passeggiava con la moglie e ha partecipato all’inseguimento. Entrambi in mattinata hanno incontrato all’ospedale di Baggiovara il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Video Signorelli: ‘Ho fatto vedere che l’Italia non e’ morta’
“Ciò che rende eroica una persona normale è l’istante in cui il cuore sceglie di fare il bene, anche quando questo comporta un rischio. Gli eroi, in fondo, non sono persone straordinarie: sono uomini e donne comuni che, in un momento decisivo, mettono ciò che è giusto davanti a sé stessi. Ed è proprio in quella scelta, così umana e così luminosa, che una vita normale diventa esempio e lascia un segno destinato a restare. Grazie Luca”, le parole che la premier ha dedicato a Signorelli. Lui è arrivato all’ospedale accolto da un’ovazione della piccola folla presente, ed è uscito commosso. “Ho fatto vedere che l’Italia non è morta, c’è ancora”, ha detto. Tornando a ieri “sembrava una scena di Beirut, di Gaza. Ho visto gente voltarsi dall’altra parte perché aveva paura. A volte bisogna rispondere”, ha aggiunto con la voce spezzata dall’emozione.
A 24 ore dai fatti, Fabrizio Gallanza ha detto invece di provare soprattutto “amarezza e tanto dispiacere per le persone ferite, quello che abbiamo fatto passa in secondo piano”. Arredatore, in questi giorni in ferie, residente in provincia, era in centro per fare una passeggiata con la moglie quando è arrivata la Citroen C3 a tutta velocità. “Mi trovavo pochi metri prima del punto in cui c’è stato l’impatto finale, con la donna che ha perso le gambe. Quando ho visto il primo incidente in lontananza ho provato a ripararmi, sono riuscito a spingere mia moglie dentro un negozio. Vedendo l’uomo uscire dall’auto l’abbiamo inseguito e poi bloccato”, ha raccontato. Il suo pensiero principale va ai feriti: “Spero si riprendano”. Shalaby e il figlio invece non erano in ospedale, vivono nel Milanese e si trovano a Modena in questi giorni. “Sono trent’anni che vivo in Italia ma non sono cittadino italiano – ha detto il 56enne – spero che il mio gesto serva a qualcosa. Il nostro sogno è una casa popolare in cui vivere insieme con la famiglia”.
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