La sponda di Macron, ‘nuovi eurobond, è stupido ripagare ora il Recovery’ – Cronaca – Ansa.it

La sponda di Macron, ‘nuovi eurobond, è stupido ripagare ora il Recovery’ – Cronaca – Ansa.it


“Ci viene chiesto di ripagare rapidamente il Recovery. E’ stupido”. Rimasto defilato durante il confronto sul caro energia a Cipro, basta una frase a Emmanuel Macron per riaccendere il fronte europeo più sensibile. Non una proroga politica del maxi-fondo in scadenza ad agosto, ma una metamorfosi. L’attenzione è rivolta alla gestione del debito comune: rifinanziarlo, farne la base di una capacità stabile di investimento per difesa, spazio, intelligenza artificiale, affiancarlo alla richiesta di nuove risorse proprie per il bilancio Ue.

Un terreno su cui Parigi è pronta a “battersi” con “pragmatismo”, ha avvertito l’inquilino dell’Eliseo, chiamando in causa – pur senza nominarli – Ursula von der Leyen, Friedrich Merz e l’intero fronte dei frugali. La linea, dettata in conferenza stampa ad Atene, ha trovato subito la sponda del premier greco Kyriakos Mitsotakis, rafforzando la trincea di Italia e Spagna per maggiore flessibilità e nuovi strumenti comuni. Le proposte dei leader – dallo scorporo dal Patto di stabilità della spesa per l’energia alla tassa sugli extraprofitti delle major del settore – si affollano sul tavolo Ue. Tutte attraversate dalla stessa urgenza: la crisi scatenata dalla guerra in Iran, nella lettura dei governi più critici verso le misure presentate finora da Bruxelles, impone risposte comuni, non fughe nazionali.

“Serve più denaro pubblico, ma dev’essere europeo”, ha insistito Macron, mettendo in guardia dal rischio – evocato anche da Giorgia Meloni sul dossier degli aiuti di Stato – di generare asimmetrie tra i Ventisette. I mercati guardano all’Europa alla ricerca di “un asset sicuro” per ridurre l’esposizione ai titoli americani, ha rilanciato il presidente francese, lasciando intravedere la necessità di un safe asset europeo – spinto nei mesi scorsi anche dall’ex premier Enrico Letta – per affiancare il Bund tedesco, rafforzare la credibilità continentale e rendere meno accidentato il percorso verso gli eurobond. Come ai tempi del Covid, è stata l’eco di Mitsotakis, “anche oggi l’Europa è davanti a circostanze eccezionali” ed è “illogico” e “dannoso” ripagare subito il debito del Recovery. I rimborsi del capitale del NextGenerationEu partiranno dal 2028, con quote annue intorno ai 25 miliardi, estendendosi fino al 2058.

L’ipotesi di rifinanziarlo per non comprimere il bilancio Ue, emersa nella due giorni di vertice a Cipro, ha subito trovato il muro dei falchi. Il confronto resta in salita come nel luglio dell’intesa con Angela Merkel, anche perché Berlino continua a considerare quella scelta come un’eccezione. Macron non ne ha fatto mistero: “Oggi molti vi diranno ‘mai e poi mai’ ma – ha affondato – è un errore strategico”. Le alternative, nella sua analisi, sono poche e indigeste: rinunciare a investire, aumentare i contributi nazionali – opzione politicamente tossica – oppure costruire nuove risorse comuni. E’ su questa terza via che il presidente francese punta. “Alla fine, avremo successo”, ha assicurato, convinto che l’Europa non possa permettersi di restare “fuori dai giochi” nella corsa con Stati Uniti e Cina. E forse anche perché lui continua a orientarne il futuro da “eterno ottimista”.

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