Lavrov accusa l’Europa ma all’Onu vede il ministro tedesco – Notizie – Ansa.it


“L’Europa fa di tutto per ostacolare i negoziati di pace”. In un discorso agguerrito dal palco dell’Onu, Serghei Lavrov torna ad attaccare il Vecchio Continente e a puntare il dito contro l’Occidente che vuole la “sconfitta strategica della Russia”. Lontano dai riflettori, però, il ministro degli Esteri russo ha incontrato per la prima volta dall’inizio della guerra in Ucraina il suo omologo tedesco Johann Wadephul.

Un faccia a faccia durato una ventina di minuti e che arriva in un momento di altissima tensione fra Mosca e Berlino. La Germania ha infatti accusato la Russia di aver orchestrato un tentativo di attacco con droni all’aeroporto di Lipsia, annunciando in ritorsione la chiusura del consolato russo a Bonn. Mosca da parte sua ha chiuso quello tedesco a San Pietroburgo.

“Wadephul ha esortato la Federazione Russa ad abbandonare la sua pericolosa politica di escalation nei confronti della Germania, dell’Europa e della Nato”, ha riferito un diplomatico tedesco. “Ha chiarito che episodi come il recente tentativo di attacco a Lipsia, o ulteriori aggressioni ibride, non scalfiranno la determinazione della Germania a sostenere l’Ucraina”, ha aggiunto. Gela ogni aspettativa Lavrov, affermando che dall’incontro, che secondo Mosca è stato chiestio da Berlino, non è scaturito “nulla di nuovo”.

L’ultima volta che Lavrov aveva incontrato un ministro degli esteri tedesco è stato nel gennaio del 2022, poco prima dell’invasione dell’Ucraina, quando parlò con Anna Baerbock a Mosca. I contatti russo-tedeschi si inseriscono comunque in un quadro tutto in divenire e mentre gli attacchi di Mosca contro l’Ucraina non rallentano. Al termine dell’ennesima notte di raid, Volodymyr Zelensky è tornato a invocare nuove sanzioni contro la Rusisa.

Il presidente ucraino ha esortato Donald Trump ad attuare il Lindsey Graham Act, la legge che prevede nuove misure sanzionatorie contro Mosca e contro i Paesi che sostengono finanziariamente la guerra. Allo stesso tempo ha sollecitato il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a varare nuove sanzioni.

“Sapete cosa vorrei che facessero? Che trovassero un accordo. Voglio che Zelensky raggiunga un’intesa con Putin, e voglio che Putin raggiunga un’intesa con lui”, ha intanto ribadito Trump, augurandosi che in un “futuro non lontano” venga raggiunta un’intesa. “Forse faranno un accordo prima del pieno inverno”, ha ipotizzato. Il commander-in-chief parteciperà al vertice dell’Apec a novembre in Cina, al quale dovrebbe esserci anche il leader del Cremlino. Potrebbe quindi essere l’occasione per un nuovo faccia a faccia, dopo quello senza successo in Alaska, nel tentativo di chiudere quantomeno una tregua per i mesi invernali che tanto preoccupano Zelensky.

Trump ha anche invitato Putin al G20 di dicembre a Miami, attirandosi una pioggia di critiche in casa. Un gruppo bipartisan di senatori gli ha chiesto di ritiralo perché altrimenti si rischia di “legittimare e normalizzare un governo che attacca target civili tutti i giorni”. Parole dure sono arrivate anche dalla galassia di Rupert Murdoch. Il board editoriale del Wall Street Journal ha infatti criticato duramente la scelta di regalare a Putin l’opportunità di una foto e una riabilitazione a livello globale.

“Trump potrebbe dire che portare Putin lo spingerebbe a chiudere la guerra. Ma – ha spiegato il quotidiano – sono anni che lo sentiamo dire, mentre Putin non ha mostrato alcun segnale di voler abbandonare i suoi piani a prescindere dall’enorme prezzo di sangue e denaro per la Russia, l’Ucraina e il resto del mondo”. 
   

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