Mattarella al mondo del cinema: ‘Abbiate audacia e siate liberi nei progetti’ – Notizie – Ansa.it

Mattarella al mondo del cinema: ‘Abbiate audacia e siate liberi nei progetti’ – Notizie – Ansa.it


“Auguro a tutti voi, e anche ai vostri colleghi che non sono qui oggi, a tutto il cinema insomma, di andare avanti, di avere audacia, di sviluppare e realizzare in libertà i vostri progetti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia di presentazione dei candidati ai Premi “David di Donatello” al Quirinale.

“Il cinema deve continuare il suo cammino perché è il nostro cammino. Oggi la comunità del cinema manifesta una diffusa preoccupazione per il futuro. A questo riguardo, ho ricevuto – e letto con vero interesse – un documento delle associazioni del settore cinema e audiovisivo. Sono certo – anche dopo aver ascoltato le parole del ministro Giuli – che si riuscirà a trovare un punto di equilibrio tra le diverse esigenze”, ha sottolineato il capo dello Stato condividendo “la considerazione che sarebbe improprio trattare il tema del futuro dell’audiovisivo come una mera richiesta di sostegni. Occorre dialogo, confronto aperto, senza pregiudiziali. Di fronte a difficoltà – ha sottolineato Mattarella – l’intesa tra le istituzioni e le componenti del settore può essere un moltiplicatore di risorse e di energie”. 

Al Quirinale la presentazione dei candidati ai David di Donatello 2026


 

Il cinema, ha detto ancora il presidente della Repubblica, è “un patrimonio del Paese che come tale va considerato, sostenuto, valorizzato, incoraggiato. Incoraggiato nelle produzioni, come anche nelle sperimentazioni”.

“Il cinema – ha aggiunto – è anche lavoro. L’industria cinematografica e dell’audiovisivo italiana occupa più di centomila persone, tenendo conto dei tanti – davvero tanti – mestieri indispensabili alla realizzazione dei prodotti. Ad essi va aggiunta una lunga filiera di produzione e di servizi, con un indotto che va ben al di là di quanti sono direttamente impegnati nei film e nelle serie tv. Una ricchezza culturale e sociale, com’è noto. Ma anche economica. Che può essere conservata e accrescersi soltanto se saremo capaci di tenere alta la qualità delle ideazioni, la competitività delle produzioni, il legame con il pubblico”. 

Al Quirinale la presentazione dei candidati ai David di Donatello 2026


 

Mattarella ha ricordato che “abbiamo le forze e le competenze per veder nascere nuovi prodotti italiani. Per realizzare altre co-produzioni importanti. Per attirare produzioni straniere nei nostri studi e nei nostri luoghi. Per sperimentare ancora, dando spazio a giovani registi e giovani autori. Sarebbe paradossale far pagare ai giovani il prezzo di questa fase di trasformazioni”.

“C’è tanta voglia di esprimersi, ci sono tante nuove idee nel cassetto, c’è un cambiamento d’epoca che va raccontato, vissuto, approfondito, ci sono sogni che cercano le loro sequenze e le loro parole”, ha aggiunto il capo dello Stato.

 “Il cinema ha accompagnato e interpretato la crescita del nostro Paese, contribuendo a sospingerne il cammino nell’orizzonte della libertà e della democrazia. Ha aiutato a formare il linguaggio degli italiani, a percepirlo come un patrimonio prezioso e condiviso. Non sono poche le immagini del cinema divenute vere e proprie icone”, ha quindi evidenziato Mattarella ricordando che “il cinema è stato anche il volto, e un vanto, del nostro Paese lungo questo percorso. Ne è stato testimone eccellente e apprezzato. Ha fatto conoscere il genio e il gusto italiano. Ha attratto simpatia, curiosità, amicizia. Ha mostrato al mondo la nostra bellezza, i nostri paesaggi, il nostro modo di vivere, la nostra socievolezza. Il diffuso apprezzamento per la qualità italiana si deve, in buona misura, alle immagini e alle parole dal cinema”. 

Al Quirinale la presentazione dei candidati ai David di Donatello 2026


 

“Ricorre quest’anno l’ottantesimo di “Sciuscià”, di Vittorio De Sica, punta tra le più alte del neorealismo, che l’anno dopo vinse il primo Oscar italiano. In quello stesso anno, nasceva la Repubblica. L’Italia nutriva volontà di ricostruire dalle macerie della guerra e della dittatura e, attraverso lo schermo del cinema, guardava sé stessa senza nascondere le realtà più problematiche e senza rinunciare ai valori umani più profondi; quelli che consentono di progredire. Il cinema ha camminato con la Repubblica. Ha raccontato, ha emozionato, ha catturato attenzioni, ha trasmesso idee, ha provocato divertimento e commozione”, ha concluso.

Giuli: ‘Nel cinema va tutelato il lavoro, stanziati altri 20 milioni’

Si deve “tutelare il cinema italiano come industria, arte, presidio culturale e soprattutto lavoro, vanno tutelati i diritti degli invisibili del cinema, le maestranze precarie, i disoccupati, le donne e gli uomini privati della prospettiva pensionistica e del riconoscimento dello status di malati o di genitori”. Per farlo “abbiamo appena stanziato altri 20 milioni di euro per il Fondo Cinema e Audiovisivo, che si aggiungono alle risorse già ripartite per il 2026 e che portano la dotazione a 626 milioni”. Lo ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli all’incontro al Quirinale con candidati e premiati ai David. 

“Grazie a chi continua a scrivere, girare, produrre, montare, distribuire, programmare, restaurare, insegnare, portare il pubblico in sala. Grazie a chi lo fa in un tempo così fragile, condizionato da una situazione geopolitica ed economica infausta, da incertezze e trasformazioni inedite. Non mi sfugge quanto sia complesso alimentare la catena del valore cinematografico. Ma proprio per questo i vostri risultati assumono un rilievo maggiore e ci dicono che il cinema italiano sta riguadagnando terreno”, ha proseguito il ministro.

Al Quirinale la presentazione dei candidati ai David di Donatello 2026

 

“Nel 2025 la produzione nazionale ha raggiunto il 32,7 per cento degli incassi e il 33,3 per cento delle presenze – aggiunge -. È il miglior risultato dal 2016, superiore alla media del decennio pre-pandemico. L’avvio del 2026 ci offre segnali incoraggianti: nel primo trimestre il box office registra una crescita del 24,8% negli incassi di film di produzione italiana, e del 18% di presenze, sempre per i film italiani, rispetto allo stesso periodo del 2025. Quando il pubblico incontra la qualità produttiva, la potenza creativa trova un riscontro anche finanziario”. 

Giuli ha sottolineato infine che “alcuni film hanno ottenuto finanziamenti pubblici immeritati sia su base automatica sia su base selettiva. Altri, pur meritandoli, non li hanno avuti. Valga su tutti l’inaccettabile caduta sul docufilm “Tutto il male del mondo” dedicato a Giulio Regeni, alla cui memoria vanno il mio pensiero accorato e la promessa, in parte già mantenuta, di mettere ordine e un sovrappiù di coscienza morale laddove hanno prevalso invece l’opacità o l’imperizia. Mai più!”. 

Matilda De Angelis: ‘La categoria dei lavoratori del cinema è stata umiliata’

Sulla situazione dei lavoratori del cinema “non voglio essere drammatica, però secondo me anche fare finta di niente sta diventando un po’ angosciante, anche un po’ svilente per una categoria che è stata umiliata” ed è assurdo che “dobbiamo arrivare ad umiliarla per ricordarci che esiste”. Lo ha detto Matilda De Angelis all’arrivo al Quirinale per l’incontro di candidati e premiati ai David di Donatello con il presidente Mattarella.

“Essere alla serata dei David di domani “per me significa sfruttare un’occasione, sfruttare un palcoscenico per portare un messaggio – ha aggiunto -. E poi il messaggio, se riuscirò, lo porterò e non ve lo anticipo”. Nel mondo del cinema “credo che sia necessario ritrovare l’unità, cioè ripensarci veramente come una categoria. Paolo Sorrentino dice non ti disunire, non ci disuniamo, per favore. Quindi dobbiamo tornare a riconoscerci come collettività. E questo veramente include gli artisti, le artiste, i lavoratori del cinema, le maestranze. Secondo me negli anni abbiamo perso un po’ questo senso di comunità”.

Tuttavia “sempre dalle grandi crisi arriva la resistenza. Speriamo arrivi. Vorrei fare parte di questa resistenza”.

Mainetti: ‘Penso che il boicottaggio della premiazione dei David sia quasi un autogol’

“È giusto essere domani ai David di Donatello, perché quella è una cerimonia che ci diamo noi. Penso che il boicottaggio della premiazione sia quasi un autogol che noi facciamo ad una realtà che è creata dal mondo del cinema. Boicottare se stessi e non ricordare in qualche modo al nostro Paese che esiste anche la cultura del cinema che tenta, insieme, di valorizzare gli sguardi che ritiene più autorevoli mi sembra inopportuno”. Lo dice Gabriele Mainetti, all’uscita dell’incontro al Quirinale con i candidati e i premiati per l’edizione 2026 del riconoscimento assegnato dall’Accademia del cinema italiano, rispondendo a una domanda sull’appello a disertare la cerimonia lanciato nei giorni scorsi dal movimento #Siamoaititolidicoda.

Il cineasta, che con La città proibita ha ottenuto otto candidature ai David, si sofferma, rispondendo ai giornalisti, anche sulle parole del ministro Giuli su nuovi fondi per il settore: “Sono contento che si riconosca un ulteriore sostegno, è un dialogo aperto” e “non deve confinarsi in un’inutile e sterile discussione che si piega alle logiche dell’ideologia politica. Perché sennò funziona fino a un certo punto. Va bene, magari, per scardinare all’inizio su delle cose, però è necessario sedersi, guardarsi in faccia, e fare il bene del cinema”. 

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