Orcel: ‘Cresceremo ancora. Sul risiko siamo osservatori’ – Notizie – Ansa.it

Orcel: ‘Cresceremo ancora. Sul risiko siamo osservatori’ – Notizie – Ansa.it


“Abbiamo tutte le fondamenta per poter guadagnare quote di mercato nei segmenti e nei prodotti mirati. In Italia, per esempio, abbiamo un piano di investimento e stiamo assumendo migliaia di persone per crescere di più”. Dal 29/mo piano dell’UniCredit Tower, il ceo Andrea Orcel, in una intervista con l’ANSA, traccia la rotta del gruppo di Piazza Gae Aulenti forte dei risultati record del trimestre chiusi con un utile di 3,2 miliardi, 6,7 miliardi di ricavi e costi in ulteriore calo. “Ci muoviamo su due assi: tentiamo di portare a casa i migliori risultati per i nostri azionisti nel breve termine, senza dimenticarci mai che dobbiamo, allo stesso tempo, continuare a trasformare la banca e cambiare certe cose per assicurare che il medio-lungo termine vada ancora meglio. E questo abbiamo fatto tutti gli anni dal 2021”, spiega il top manager arrivato al 21/mo trimestre di risultati record consecutivi. Questo nonostante un contesto geopolitico complesso. “I risultati del primo trimestre risentono in modo molto relativo, quindi vuol dire minimo, rispetto a quello che sta accadendo nel mondo”, sottolinea Orcel aggiungendo che “l’impatto comunque ci sarà, forse con una certa decelerazione della crescita e aumento del costo del rischio”, ma “abbiamo attraversato aprile e non ci sono ancora indicatori negativi”. La banca, comunque, è pronta ad affrontare anche scenari peggiori.

“E per questo motivo che abbiamo overlay per 1,7 miliardi di euro e abbiamo aumentato le coperture del credito”. Anche sui target c’è fiducia. L’ambizione della banca è cresciuta. Puntavamo a “fare circa 11 miliardi quest’anno, abbiamo aumentato questa ambizione a uguale o più di 11 miliardi perché il primo trimestre è sostanzialmente sopra il trendline e abbiamo fiducia nelle nostre persone e nelle linee di difesa a disposizione”. Per quanto riguarda il 2028 e il 2030 l’istituto conferma l’ambizione di profitti rispettivamente pari a 13 miliardi e circa 15 miliardi. “Questo presuppone che noi, con la trasformazione che sta andando meglio del previsto, riusciamo a compensare” il contesto “macroeconomico che in questo momento non è positivo ma neanche disastroso”. Orcel ricorda l’impulso che è stato dato alla banca con il precedente piano e quello che verrà dato con UniCredit Unlimited. “Abbiamo semplificato i processi, grazie anche all’intelligenza artificiale che ci ha permesso di uscire dal groviglio che abbiamo ereditato e che era uno svantaggio competitivo molto grosso”. Al tempo stesso, “abbiamo un programma di training e di up skilling” per “consentire alle nostre persone di essere preparate al cambiamento e a percorsi di carriera diversi” e di renderlo per loro “un’opportunità”. L’Italia ha il suo peso specifico, nonostante UniCredit sia ormai un gruppo paneuropeo. E anche nel caso di un’acquisizione di Commerzbank “la sede del gruppo rimane qui” a Milano. “Siamo sempre stati chiari. Non cambia nulla”, rileva ancora il ceo di UniCredit che sull’ops continua a rassicurare.

“Non ci sarà alcun smantellamento”. E questo lo dimostra il fatto che “siamo in Baviera da 17 anni e lì veniamo considerati molto positivamente”. Entrando nel dettaglio dell’ops, Orcel afferma che “ci vuole tempo, ma con tanta pazienza e mantenendo la barra dritta, noi siamo molto fiduciosi che alla fine si farà probabilmente non con questa offerta ma nel futuro più o meno lontano”. L’offerta che è partita, “resta aperta per sei settimane” ed “è sul 100%, ma la nostra attesa o aspettativa è che finiremo intorno al 30%, cioè non arriveremo al controllo. Per noi va bene, perché vuol dire far affidamento sulla nostra strategia di base che sta volando”. Peraltro, la quota attuale “ci rende più del 20% sul capitale”. Quanto a Generali di cui UniCredit, in base a quanto emerso all’ultima assemblea del Leone di Trieste, detiene l’8,7%, Orcel ribadisce che “è un investimento finanziario” ed è “un partner che abbiamo da tempo”, aggiungendo che “ha senso” ampliare la partnership tanto nell’assicurativo quanto sul risparmio gestito. Sul consolidamento in Italia “siamo osservatori” e “se ci fosse qualcosa, osserveremo e prenderemo le nostre decisioni se partecipare alle condizioni giuste”. Infine, sul futuro, “non parlo mai di me, ma adoro questa banca e adoro le sue persone. Se sarò capace di aiutare a generare ancora valore in UniCredit, sarò certamente qui”.

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