Price cap anche per Tamoil, avviato dialogo Italia-Libia – Mondo Motori – Ansa.it


I prezzi dei carburanti scendono ancora, per il price cap annunciato da Q8, Eni ed Ip a cui potrebbe a breve aggiungersi anche Tamoil. Il governo ha fatto infatti sapere che “sono molto ben avviate le interlocuzioni tra la Presidenza del Consiglio e il Governo libico” per favorire l’adesione della compagnia all’appello sui carburanti. Ma i prezzi scontati delle grandi compagnie, inferiori a quelli delle “pompe bianche”, creano – denunciano i piccoli operatori – una distorsione del mercato, e il ministro Pichetto si appella al senso di responsabilità dei produttori di carburanti.

Per di più il price cap non vale per il gasolio dei pescherecci, e a Porto Empedocle i pescatori annunciano che domani non scenderanno in mare. Secondo l’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è 2,111 euro al litro per la benzina e a 2,316 per il gasolio. Martedì erano rispettivamente a 2,126 e 2,335 euro. Ma il dato del Mimit è una media fra i prezzi scontati di Eni, Ip e Q8, grandi operatori che sono anche produttori e fornitori dei carburanti, e quelli più alti delle “pompe bianche”.

I piccoli operatori comprano benzina e gasolio dagli stessi colossi che hanno messo il price cap, e ora subiscono la loro concorrenza sul prezzo. Eni, Ip e Q8 insieme hanno il 55% del mercato italiano. Se abbassano i prezzi, vendono di più. Sul mercato all’ingrosso però si riduce la disponibilità di prodotto, e i prezzi per i piccoli operatori si alzano, annullando i loro margini di profitto.

“Deve esserci un po’ di senso di responsabilità anche da parte dei gestori della catena, a partire dagli stessi produttori”, ha commentato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin “Il price cap ai carburanti viene adottato da anni in Europa, deciso dallo stato – spiega il sindacato dei benzinai Fegica -. C’è in Belgio e in Lussemburgo, adesso lo ha annunciato anche il governo tedesco. Ma se viene messo da un operatore privato, che è anche leader del mercato, è inevitabile ci si creino squilibri”. Fegica e Faib-Confesercenti hanno presentato in Senato una proposta su di un price cap pubblico.

“Solo così si potrebbero avere misure eque”, commentano. Lo sconto dei tre gruppi però vale solo per i distributori al pubblico, non per la rete che rifornisce le imprese di autotrasporto, agricoltura e pesca. Confcooperative Agroalimentare e Pesca segnala che il gasolio per i pescherecci dall’inizio della guerra in Iran è aumentato fino al 200%. A Porto Empedocle, nell’Agrigentino, i pescatori annunciano che domani non scenderanno in mare: “Anziché indebitarci, è meglio restare fermi”

   

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