Punta una pistola al professore in classe, la vicenda nel Modenese – Notizie – Ansa.it

Punta una pistola al professore in classe, la vicenda nel Modenese – Notizie – Ansa.it


“Dammi le sigarette o sparo”: un professore dell’istituto superiore Galileo Galilei di Mirandola (Modena) è stato minacciato con una pistola a pallini da uno studente che pretendeva le sue sigarette: è successo, alcune settimane fa, il 21 maggio, nella stessa scuola di cui si era già parlato per un incontro di boxe nel cortile che aveva portato l’istituto a non ammettere i protagonisti agli scrutini.

Secondo quanto ricostruisce la Gazzetta di Modena, l’episodio sarebbe avvenuto durante le ore di lezione in una classe prima del professionale. Il docente alla cattedra sarebbe stato preso alle spalle da un gruppo di studenti, uno dei quali gli avrebbe puntato l’arma alla tempia: una pistola a pallini, una riproduzione fedele di un’arma vera anche se nel momento in cui il docente se l’è trovata puntata alla tempia non poteva certo saperlo. L’episodio, scatenato appunto da un pacchetto di sigarette, sarebbe stato anche ripreso in un video, come già accaduto per l’incontro di boxe. Il professore ha formalizzato la segnalazione con una nota sul registro di classe e informato il dirigente scolastico che ha allontanato il ragazzo che si è reso protagonista del gesto. “Lo studente – ha spiegato il preside Edoardo Ricci – aveva già ricevuto due provvedimenti di sospensione di dieci giorni e aveva anche superato il limite massimo di assenze. È stato invitato a non presentarsi più a scuola e a non frequentare più questo istituto, cosa che poi è avvenuta nei giorni successivi. Quello che traspare – ha aggiunto il preside, riferendosi anche agli altri ragazzi coinvolti nella vicenda – è la loro sottovalutazione completa dei rischi del fatto e la loro inconsapevolezza: è disarmante”.

Di qualche giorno prima, la vicenda dell’incontro di pugilato, ripreso anch’esso in un video che è finito sui social, e dove si vedono due ragazzi affrontarsi con i guantoni, durante una pausa delle lezioni, di fronte a numerosi spettatori, in un ring improvvisato in un sottoscala, vicino a un parcheggio auto. In questo caso il video della minaccia a mano armata all’insegnante non è girato con la stessa intensità, ma ha comunque destato apprensione in un istituto dove ci sono appunto già stati momenti di tensione. I sindacati della scuola hanno espresso solidarietà al docente e hanno rilanciato l’allarme: “durante l’anno scolastico appena concluso – dice Carmelo Randazzo della Cisl – nella provincia di Modena risultano almeno 16 episodi gravi tra aggressioni, risse, pestaggi, spray urticante, rapine o tentativi di rapina ai danni di studenti. La sequenza di questi avvenimenti testimonia l’esistenza di una crisi educativa e di sicurezza che non può essere archiviata come somma di bravate e contro la quale non serve a nulla opporre soluzioni semplicistiche, simboliche o securitarie”.

Bisogna smettere, è l’attacco della Flc Cgil di Modena, “di sminuire il lavoro del personale scolastico attraverso iniziative discutibili, come i questionari che invitano gli studenti a valutare i docenti, come avviene in un istituto di Carpi, quasi fossero questi ultimi a essere sottoposti a esame, o attraverso provvedimenti che ne limitano l’autonomia professionale, come il ddl Valditara sull’educazione affettiva o il sondaggio sui fantomatici professori di sinistra. E la risposta non può essere quella di trasformare la scuola in una caserma dove si arriva a imporre la perquisizione degli zaini, come accaduto anche quest’anno in un istituto modenese. La scuola deve restare, e diventare sempre di più, un luogo autenticamente educativo, capace di prevenire il disagio attraverso l’ascolto, la relazione e l’inclusione”.

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