Un avvertimento “chiaro” ai narcotrafficanti. Il Pentagono riassume con queste parole l’eliminazione di Hector Rusthenford Guerrero Flores, alias ‘Nino Guerrero’, leader della gang criminale Tren de Aragua, ucciso con un raid aereo nel sud del Venezuela nell’ambito di un’operazione congiunta con gli Stati Uniti. A dare l’ordine di neutralizzarlo è stato il presidente Usa Donald Trump in persona che in un post su Truth ha definito la sua la sua gang “una delle organizzazioni terroristiche più sanguinarie del pianeta”.
Il tycoon ha anche pubblicato un video dell’operazione, in cui si vede un edificio verde con un capannone nelle vicinanze che viene centrato da un missile o una bomba, e poi esplode con i detriti che volano in aria. “Prima del mio ritorno in carica, Joe Biden aveva spalancato il nostro confine meridionale a milioni di criminali clandestini, permettendo a questo esercito straniero di stuprare, mutilare e assassinare cittadini americani in totale impunità”, ha spiegato il tycoon, ricordando che durante la sua campagna elettorale aveva “promesso di espellere questi mostri” dagli Stati Uniti e “di rendere giustizia alle famiglie delle loro vittime”. Adesso, ha chiosato il commander in chief “i terroristi del Tren de Aragua non hanno più un rifugio sicuro né in Venezuela né altrove: sotto la mia guida, scoveremo questi spietati assassini e narcotrafficanti ovunque si trovino e li spediremo negli abissi dell’inferno, dove meritano di stare”. Il capo del Pentagono Pete Hegseth, confermando quanto annunciato ore prima dal presidente Trump ha messo in evidenza la “piena collaborazione” e l’impegno congiunto di Stati Uniti e Venezuela nel combattere i narcoterroristi e nel negare loro qualsiasi rifugio sicuro nel nostro emisfero.
Le autorità venezuelane hanno confermato il blitz, precisando che “nessun soldato statunitense ha messo piede sul territorio del Paese” nel corso dell’azione. “Durante l’operazione, si sono verificati scontri con membri di queste strutture criminali”, ha aggiunto il ministero delle Comunicazioni e dell’Informazione di Caracas, aggiungendo che che l’operazione ha beneficiato di un supporto tecnologico specializzato ed è stata condotta attraverso meccanismi di cooperazione e condivisione di informazioni tra le autorità di entrambi i Paesi. Il governo guidato dalla presidente ad interim Delcy Rodríguez ha ribadito il suo impegno nella lotta contro la criminalità organizzata e ha dichiarato che continuerà ad adottare le misure necessarie per garantire la pace, la tranquillità e la protezione del popolo venezuelano. Nei giorni scorsi, i militari di Caracas avevano effettuato altri blitz in alcune regioni di confine per riprendere il controllo di alcune miniere finite nelle mani del organizzazione criminale.
Il nome del cartello, ‘Treno di Aragua’, deriva dal penitenziario di Tocoron, nel nord del Venezuela, dove Guerrero venne incarcerato nel 2013, e che poi si è trasformato nel quartier generale del gruppo, con tanto di zoo, ristoranti, discoteca, agenzia di scommesse e piscina. Nel settembre 2023, scrive la Bbc, Maduro inviò 11.000 soldati a fare irruzione nel carcere per riprenderne il controllo. Ma Guerrero riuscì a fuggire.
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