Un tetto entro Natale per le migliaia di persone che dormono per strada in Inghilterra. È la promessa fatta dal premier laburista Andy Burnham che ha lanciato un piano per porre fine all’emergenza degli homeless, a fronte dell’aumento esponenziale negli ultimi anni di quanti non possono contare su un luogo chiamato casa.
“Nessuno dovrebbe essere costretto a dormire in un ingresso o fuori da una stazione. Ma lo abbiamo visto per così tanto tempo che sembra che Westminster abbia iniziato ad accettarlo”, ha dichiarato il primo ministro, riferendosi al cuore delle istituzioni del Regno Unito, il Parlamento britannico. Tra l’altro, proprio il quartiere londinese di Westminster detiene il triste record della maggiore concentrazione di senzatetto in Inghilterra: ben 360 persone secondo l’ultima rilevazione ufficiale del 2025. Il piano di Burnham, che aveva promesso fin dal suo insediamento di affrontare il problema nell’ambito delle iniziative pensate per ridare speranza al Paese come gli sgravi per le bollette dell’energia e il tetto sui prezzi dei biglietti dell’autobus, prevede una sistemazione d’emergenza per gli homeless, a cui si unisce il sostegno per eventuali esigenze sanitarie, con uno stanziamento di fondi pari a 442 milioni di sterline (515 milioni di euro).
Il programma si ispira al precedente di Everyone In, varato durante la pandemia da Covid-19, che portò migliaia di persone senza fissa dimora in hotel e alloggi temporanei. Le linee guida del governo indicano tra le soluzioni possibili per il nuovo progetto le stanze in appartamenti condivisi, sistemazioni in b&b, spazi caldi come rifugio temporaneo. In base ai dati dell’esecutivo, l’anno scorso è stato raggiunto in una notte il record di 4.793 persone che dormivano per strada in Inghilterra, un numero cresciuto del 96% in cinque anni. A Londra si concentra il 27% dei senzatetto, 1.277 persone, ma è l’unica area dove il numero è in calo. Il balzo più marcato si è registrato invece a Exeter, nel Devon: da 11 a 51 in un anno.
I senzatetto sono in gran parte adulti sopra i 26 anni (86%) e uomini (82%) mentre i cittadini britannici rappresentano il 65% del totale. Il fenomeno si inserisce in un quadro più ampio di crisi abitativa che, secondo le autorità locali e le associazioni di volontariato, è legata soprattutto alla carenza di case a prezzi accessibili e a un sostegno insufficiente del welfare. “Indipendentemente da chi sia o da cosa abbia vissuto, ogni persona che dorme in strada merita una possibilità di ricominciare, e, insieme, è esattamente questo che forniremo”, ha sottolineato Burnham. Il piano è stato ben accolto dalle charity che aiutano gli homeless. “Quello che vogliamo vedere anche nel lungo termine sono interventi per evitare che le persone siano costrette a dormire in strada fin dall’inizio”, ha detto Jasmine Basran, responsabile per le politiche di Crisis. Mentre l’opposizione Tory ha affermato che ci sono “pochi dettagli” su come l’iniziativa sarà finanziata e attuata. Di sicuro Burnham e la sua ministra per l’Edilizia popolare, Angela Rayner, dovranno affrontare un’ulteriore sfida in futuro, attraverso la realizzazione del loro piano per costruire 1,5 milioni di nuove case, al fine di risolvere anche l’emergenza delle 382.000 persone, di cui 178.000 bambini, che non hanno un’abitazione stabile.
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