È iniziata la seduta dell’Aula della Camera sul caso Delmastro. Il relatore per la maggioranza in giunta per le autorizzazioni Pietro Pittalis, intervenuto per primo, ha spiegato all’assemblea i motivi della proposta di diniego per la procura all’acquisizione delle chat deliberata a maggioranza dalla giunta. Su questa relazione oggi voterà l’Aula.
Negare l’acquisizione delle chat di Delmastro “non impedisce a magistrati di proseguire negli accertamenti. Difendere l’articolo 68 significa pretendere che la legge sia rispettata”, ha detto Pittalis. A suo avviso, sostenere che negare l’autorizzazione significhi elevare uno “scudo per ostacolare il lavoro della magistratura” è un “argomento inconsistente e pericoloso”.
Se nel mirino è l’articolo 68, le opposizioni a questo punto “abbiano la coerenza di proporre una legge di revisione costituzionale”, ha aggiunto. Pittalis ha citato i casi Open e Scarpinato affermando: in quest’ultima situazione “il M5s sostenne la posizione della guarentigia prevista dall’articolo 68 della Costituzione”.
I deputati di Avs si bendano gli occhi per protesta in Aula
“Non si possono bendare gli occhi agli italiani”. Mentre la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti interveniva così sul caso Delmastro i colleghi di partito si sono bendati gli occhi simbolicamente in Aula. Su richiesta della presidente di turno Anna Ascani poi le bende sono state rimosse.
“La nostra valutazione e il nostro voto non rispondono a una logica politica precostituita”. Lo ha detto il deputato Mauro Del Barba di Italia viva in dichiarazione di voto, annunciando il no alla relazione della giunta delle autorizzazioni su Delmastro. La bussola di Italia viva è “la legalità costituzionale e un corretto bilanciamento tra i pareri. A differenza di casi passati, come Open, in cui non venne chiesta la necessaria autorizzazione preventiva alle Camere dalla Procura di Firenze, in questo caso la Procura di Roma ha seguito un percorso ineccepibile”, ha sostenuto. Nel caso Delmastro “negare l’autorizzazione significherebbe trasformare l’articolo 68 in un privilegio personale, creando un aurea di opacità”, ha aggiunto.
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